[webaccessibile] logo legge stanca per soggetti privati

Roberto Scano - IWA/HWG rscano a iwa.it
Ven 4 Apr 2008 12:54:33 CEST


Ciao Roberto,
grazie della risposta, perchè dici che ad un privato, in ogni caso, non 
conviene certificare il sito, per una questione economica?

Roberto Scano:
Per diverse motivazioni. Una, innanzitutto, è che il bollino è stato
inflazionato proprio dall'uso da parte delle PA che si autocertificano.
Questo significa che un privato che supera una verifica tecnica ha un
bollino del medesimo valore di una PA il cui dirigente autodichiara la
conformità. 
Non sto qua a rivangare sull'inopportunità di dare il bollino alle PA,
andando contro al volere parlamentare, ma cito solo un passo del discorso
fatto a suo tempo alla Camera dei Deputati da Antonio Palmieri:

<citazione
fonte="http://www.pubbliaccesso.gov.it/biblioteca/quaderni/legge_stanca/capi
tolo_17.htm">
"La legge sancisce il riconoscimento di un diritto costituzionale e il suo
rispetto in tutti i siti Internet della pubblica amministrazione, statali e
locali, e in quelli che erogano servizi di pubblica utilità. È evidente che
in un'era in cui sempre più l'e-government consentirà di erogare on line
servizi e informazioni, non è possibile escludere da tali servizi una larga
porzione di cittadini. Si tratta di cittadini che, grazie appunto alle
tecnologie digitali, possono superare le difficoltà che incontrano nella
vita di tutti i giorni. 

Per quanto riguarda i privati, la legge non impone obblighi. Conformemente a
quell'azione culturale e di attenzione cui ho fatto riferimento all'inizio,
abbiamo scelto di sostenere l'approccio positivo indicato dall'articolo 6 e
voluto in particolare del ministro, con l'attribuzione del cosiddetto
«bollino blu», a richiesta delle aziende e dei privati che rendono
accessibile il proprio sito. 

In questo caso, convincere è meglio che costringere, e già numerose sono le
aziende, grandi e piccole, produttrici di hardware e software, attente al
tema dell'accessibilità, che hanno sviluppato prodotti in questo senso. Ora
- questa legge può essere un ottimo punto di partenza - bisogna far capire a
tutte le altre aziende - banche, assicurazioni, catene commerciali, librerie
on line, e via dicendo - che ciò è buono e anche utile, e che conviene loro
allargare la platea dei clienti on line, rendendo accessibili i propri siti
Internet. 

Altro tema importante che ha alimentato il dibattito on line e off line in
questi mesi è stato quello delle sanzioni. 

Il testo prevede esplicitamente due tipi di sanzioni, una di tipo
disciplinare per i dirigenti pubblici e una di tipo economico per i nuovi
contratti che non prevedano l'accessibilità e che vengono dichiarati nulli,
mentre, per quelli già in essere, è previsto un meccanismo di adeguamento
saggiamente flessibile. Ma c'è una terza sanzione non esplicita, che, a mio
avviso, è forse la più forte: la sanzione politica. Questa legge è un'arma
nelle mani dei cittadini con disabilità e delle loro associazioni, un'arma
in forza della quale essi possono mettere sotto pressione le pubbliche
amministrazioni in ogni luogo dello stivale. Credo proprio che saranno pochi
gli amministratori pubblici che vorranno esporsi al pubblico rimprovero e
alla conseguente perdita di immagine e di reputazione che ne ricaverebbero a
causa delle pubbliche rimostranze dei cittadini disabili."
</citazione>

Tutto questo premesso, perché ad un privato non conviene? Ecco, secondo me,
i motivi salienti:
1. ottiene un bollino inflazionato dall'abuso da parte delle PA, quindi a
livello d'immagine è più uno sfottìo che un'effettiva assegnazione di
qualità. Questo non significa - comunque - che un privato non deve farsi
valutare un sito INTERNET da un valutatore, ma attivando il "bollino" vi
sono una serie di problematiche descritte nei punti seguenti.
2. sicuramente non passa la verifica "al primo tentativo", e quindi è da
considerare almeno due verifiche tecniche prima di ottenere la
certificazione.
3. se sventuratamente un privato richiedesse il bollino ed il CNIPA fosse in
grado di erogarlo, il povero "soggetto non destinatario della legge"
entrerebbe sotto le fauci dell'art. 7 del DPR 75/2005:

<citazione
fonte="http://www.pubbliaccesso.gov.it/normative/regolamento.htm">
Art. 7
Poteri ispettivi di controllo sui soggetti privati

1. Nei riguardi dei soggetti privati, il Cnipa, previa comunicazione inviata
al soggetto interessato, verifica il mantenimento dei requisiti di
accessibilità dei siti e dei servizi, anche avvalendosi di valutatori
iscritti nell’elenco di cui all’articolo 3, comma 1, purché questi ultimi
risultino estranei alla realizzazione, manutenzione o certificazione del
sito o servizio, e adegua eventualmente il logo al livello di accessibilità
riscontrata aggiornandone la validità temporale.

2. In caso di riscontro di un livello di accessibilità inferiore a quello
del logo utilizzato sono a carico del soggetto privato i costi effettivi
dell’avvenuta ispezione, nonché una quota di partecipazione ai costi per
l’espletamento delle funzioni ispettive determinata ai sensi dell’articolo
3, comma 5, lettera c), e comunque di importo non superiore al doppio del
costo effettivo dell’ispezione.
</citazione>

Il mio personale consiglio è quindi - in caso - di coinvolgere un valutatore
per una verifica con gli utenti ma volta al miglioramento del prodotto, e
non ad ottenere quel qualcosa in più che di fatto è previsto dalla legge ma
non applicato (l'art. 6 della legge 4/2004 prevedeva la valutazione su
richiesta de "l'accessibilità dei siti INTERNET o del materiale informatico
prodotto da soggetti diversi da quelli di cui all'articolo 3.".).




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