[webaccessibile] HCI e accessibilità
Livio Mondini
livio.mondini a gmail.com
Mar 23 Ott 2007 16:50:10 CEST
Ho appena letto un libro che mi è piaciuto molto, Design
dell'interazione di Dan Saffer.
Il curatore del libro della versione italiana, Luca Chittaro, in una
intervista esprime questo pensiero:
"L'interfaccia, soprattutto per chi ormai usa dispositivi digitali
sempre e dovunque, è già un "non-luogo", forse il "non-luogo" per
eccellenza, dove si vive una parte crescente della propria vita, che
per alcuni ha preso la forma di nomadismo tecnologico. E le persone,
consciamente o inconsciamente, se ne rendono conto. Da qui, la
crescente richiesta di sempre maggiori possibilità di
personalizzazione dell'interfaccia, per potere trasformare il
"non-luogo" in una propria "casa". Ed anche il crescente
coinvolgimento nell'HCI di persone che provengono dal mondo del design
e dell'arte, non solo da quello della tecnologia".
"Si sta quindi diffondendo un modo di guardare alla creazione
dell'interfaccia molto diverso da quello del tecnologo e
dell'usabilità classica: volendo stabilire un'analogia con la
progettazione di luoghi fisici, è più vicino alla prospettiva
dell'architettura che a quella dell'ingegneria civile".
E che cos'è questa se non l'accessibilità? soprattutto di
quell'accessibilità che si preoccupa di progettare interfacce senza
faccia? L'accessibilità è design, non una opzione o una peculiarità.
Livio
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