[webaccessibile] contrasto colori?

Livio Mondini livio.mondini a gmail.com
Gio 18 Ott 2007 10:36:41 CEST


In attesa che le italiche iniziative costituite per la risoluzione
definitiva di questa calamità del pianeta (più visto/sentito niente,
né da Contrastocolori - che non ha mai prodotto nulla eccetto un gran
numero di parole - né dal gruppo OSI/CNR/Sapienza/Diodati e non
ricordo chi, sparito nel nulla), voglio segnalare un approccio al
problema secondo me pragmatico e realistico.
Prima di tutto una riflessione personale: io sono curioso di vedere se
e come verrà risolto questo problema con un qualsiasi algoritmo per un
semplicissimo motivo: se davvero l'obiettivo fosse risolvere i
problemi delle discromatopsie, per esempio, c'è qualcosa che mi
sfugge: molto grossolanamente, queste patologie sono causate da
disfunzioni dei recettori dei colori rosso, verde e blu. La soluzione,
ove possibile, è "hardware": sul mercato sono disponibili lenti
correttive dotate di uno strato particolare che e progettato per
permettere allo spettro della luce combinarsi in modo che la
stimolazione dei colori avvenga normalmente.
Però, la cosa che mi incuriosisce di più, e che si lega all'algoritmo,
è questa: visto che i colori su un monitor vengono rappresentati da
triadi RGB, è ovvio che se accontento quello del rosso scontento tutti
gli altri, e così via. Io non penso esista una soluzione...
Inoltre, qualsiasi scheda grafica è dotata di controlli software che
permettono di regolare le quantità di RGB in modo personalizzato,
controllo senza dubbio più efficace di una qualsiasi media
riproducibile con un algoritmo anche di natura extraterrestre.
Inoltre, anche ammettendo che questo sia possibile, nessun algoritmo
potrà mai tenere conto dei parametri ambientali, come la luce ambiente
o le caratteristiche fisiche di luminosità/contrasto di ciascun
monitor.
Personalmente sono convinto che non esista alcuna soluzione che non
sia hardware, legata alla singola persona. Ecco che mi ha colpito una
possibile soluzione proveniente da Pantone, che credo che di colori se
ne intenda.
In realtà "l'aggeggio" è destinato a altro, ovvero alla calibrazione
dei colori del proprio monitor, ma ha un approccio decisamente
innovativo e utile: oltre a tutti i controlli necessari per ottenere
la *propria* personale calibrazione, che può essere destinata alla
riproduzione dei colori a stampa ma nulla vieta che sia utilizzata
invece per correggere difetti di percezione, il dispositivo prevede un
sensore di luminosità ambientale sempre attivo, che autoregola la
calibrazione in funzione della luce ambiente.
Credo che questo sia un passo fondamentale, una soluzione concreta che
non passa da variabili aleatorie come il gamma, il punto del bianco e
così via ma punta direttamente alla soluzione del cuore del problema.
Così, giusto per ragionarci.

Huey
<http://www.pantone-italia.com/pages/products/product.aspx?pid=562&ca=2>


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