[webaccessibile] Legge Stanca e 22 requisiti: la guida di Scano
Simone Onofri
simone.onofri a gmail.com
Mar 16 Ott 2007 00:56:10 CEST
On 10/16/07, Andrea Fercia <a.fercia a gmail.com> wrote:
> per fare un'informazione più corretta, Roberto Scano ha dimenticato di dire
> che le opinioni in merito alla questione sono discordi.
>
> Roberto, secondo me, per maggiore correttezza avresti almeno dovuto dire che
> quella è e rimane solo e comunque una opinione, e che esistono opinioni
> differenti.
Va detto dunque che ci sono Opinioni e Opinioni e anche se comunque un
Opinione, la parola di Scano in questo ambito ha un certo peso non
indifferente.
Inoltre in Legge, quando questa è ambigua o comunque si hanno dubbi
sull'inerpretazione, viene detto di riferirsi allo "Spirito della
Legge". Anche qui ci si riferisce allo Spirito e credo che Roberto
Scano, avendo partecipato alla stesura stessa della Legge ed essendo
attivo in questo ambito da anni e non solo in Italia, collabora
infatti con il World Wide Web Consortium (W3C) e l'International
Organization for Standardization (ISO) per questioni legate
all'accessibilità, penso comprenda bene tale Spirito.
> Lorenzo: c'è chi sostiene che la parte gestionale di un CMS debba anch'essa
> rispettare la normativa, e c'è chi no, ti suggerisco di fare una ricerca
> nell'archivio della lista e dare una letta alle interminabili discussioni in
> merito con correlati spargimenti di sangue :)
> In tutti i casi, dal punto di vista legale, meglio sentire un legale.
>
> Se ad esempio il seguente punto non fa una piega:
>
> > Da quanto leggo, riesco a capire che anche il backend deve essere
> > accessibile, "in quanto sono di fatto delle pagine web"
>
> bisogna anche dire che il cosiddetto "backend" non è un sistema informatico
> che "eroga servizi e fornisce informazioni fruibili" ma casomai è uno
> strumento per realizzare servizi e fornire informazioni.
> L'articolo 1 e 2 del Regolamento di attuazione della legge 9 gennaio 2004,
> vedi
> http://www.pubbliaccesso.it/normative/regolamento.htm
> parlano sempre di "servizi e informazioni". A mio parere e di altri, questo
> significa che ci si riferisce a servizi e informazioni destinate all'utente
> finale.
> Altri non la pensano così.
> Fatto sta che una parola definitiva sull'argomento non c'è.
Umilmente dal mio punto di vista (gli anglofoni direbbero IMHO). Che
per Web si intenda la parte pubblica è abbastanza chiaro, per quella
amministrativa la questione è altrettanto semplice. Come ci spiega il
W3C [1] il Web è costituito da tre componendi fondamenali: URI, HTTP e
(X)HTML. Per cui se il sistema per l'Amministrazione è basato su
queste tre componenti è Web, per cui deve sottostare alla Legge.
Piccola riflessione sull'utente finale. L'utente finale di un sito PA,
non è il cittadino? E dunque chi lavora al comune, non è un cittadino?
Inoltre, anche da un punto di vista di Amministrazione, può capitare,
e nel lavoro pubblico ci sono le Categorie Protette appositamente, che
le stesse persone che amministrano o che fruiscono del sito siano
Diversamente Abili, con un discorso del genere escluderesti una
categoria e questo andrebbe contro lo stesso Articolo 3 della
Costituzione, sul quale la Stanca di basa.
> Dal mio punto di vista, oltre al fatto che per sostenere quanto sostiene
> Scano occorre fare una *interpretazione* della legge, perchè una parola
> chiara in merito nel testo della legge non c'è.. se fosse come sostiene
> Scano si arriverebbe a una situazione paradossale e contraria allo spirito
> della legge che impone di raggiungere l'obiettivo della conformità *senza
> costi aggiuntivi*.
> Ad esempio, per quanto riguarda gli editor "visuali" (WYSIWYG), se la
> seguente affermazione fosse vincolante:
>
> > Poi, per gli editor basati su js e dom injection, il problema è la
> > conformità col requisito 1: se inseriscono un iframe, e la DTD dichiarata
> è
> > strict, il codice viene invalidato.
>
> costringerebbe tutte i soggetti tenuti al rispetto della legge a ricorrere a
> strumenti a pagamento: che io sappia, esiste un solo editor visuale che non
> fa utilizzo di un iframe e avremmo quindi una legge che non solo ti vincola
> al prodotto di una singola azienda, ma causa anche un costo aggiuntivo
> (Xstandard è gratuito solo per progetti no profit).
Perdona il sarcasmo, ma tu il CMS alla PA lo regali?
A parte tutto "senza costi aggiuntivi" è diverso da "gratis", no?
Nessuno ti vieta di sviluppare un editor conforme alla Stanca e poi
rivenderlo, o distrbuirlo open source, o come preferisci. Se in questo
momento il mercato ci propone un unico editor conforme allora anzi,
sviluppiamo un editor conforme, apriresti così un mercato! Siamo
creativi nel cercare soluzioni. Accessibilità è Creatività.
Inoltre, ma correggetemi se sbaglio, la Stanca regola i contratti tra
la PA e l'azienda, per cui i costi aggiuntivi non devono essere
addebitati alla PA, come poi l'azienda rende accessibile il tutto
riguarda l'azienda.
> Saluti
> Andrea
Ciao,
Simone
[1] http://www.w3.org/History/1989/proposal.html
Maggiori informazioni sulla lista
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