[webaccessibile] accessibilità, formati aperti, software libero e i Verdi ...

Stefano Debenedetti ste a demaledetti.net
Mer 23 Maggio 2007 15:03:41 CEST


Onestamente l'unica strumentalizzazione che vedo qui è quella di chi prende spunto da un progetto di legge doveroso per sparare a zero dissennatamente sulle cose che, si sa, tanto lo spaventano.

Tanto si sbraccia a sbraitare che vergogna i verdi strumentalizzano i disabili che non si è manco accorto di starli strumentalizzando lui, e nemmeno per fini costruttivi come pretende faccian finta di fare i verdi, ma puramente reattivi, come mezzo per eliminare lo spiacevole dubbio di aver preso una cantonata fino ad oggi, contro lo spauracchio linux, territorio notoriamente frequentato esclusivamente da anarchici svalvolati e immaturi che se ne fottono di chi ha problemi.

Il progetto di legge non fa riferimento ai disabili in nessun modo, il pezzo che citi si riferisce esplicitamente all'articolo 2 della Stanca e credo si riferisca a questa parte della legge:

Art. 2
(Definizioni)

1. Ai fini della presente legge, si intende per:

a) «accessibilità»: la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni

Inoltre il progetto di legge si riferisce anche al Codice dell’amministrazione digitale, immagino in particolare ai seguenti frammenti:

Capo I - Sezione I - Definizioni, finalità e àmbito di applicazione
1. Definizioni.

t. fruibilità di un dato: la possibilità di utilizzare il dato anche trasferen-
dolo nei sistemi informativi automatizzati di un’altra amministrazione

Capo V - Dati delle pubbliche amministrazioni e servizi in
           rete
Sezione I - Dati delle pubbliche amministrazioni
51. Sicurezza dei dati.

2. I documenti informatici delle pubbliche amministrazioni devono essere
custoditi e controllati con modalità tali da ridurre al minimo i rischi di
distruzione, perdita, accesso non autorizzato o non consentito o non
conforme alle finalità della raccolta.

Questi non sono principi ma requisiti di legge, però stranamente non mi sembra ti molesti molto il fatto che il software attualmente in uso presso la PA non li soddisfi minimamente.

Ad esempio che succede se la PA xyz pubblica i propri documenti con Office Vista Ultimate e la PA abc prova ad aprirli con Office 97? Mettiamo gli obiettori a salvare una copia di ogni .doc per ogni versione di MSOffice mai uscita? Facciamo fare al CNIPA una tabella di compatibilità? O eliminiamo il problema alla radice usando uno standard aperto? Non è certo una panacea e presenta altri tipi di problemi di versione (vedi problemi evolutivi tra XML 1.0 e XML 1.1) ma mi sembra un approccio migliore.

Per quanto riguarda la sicurezza, che è un problema pressante, trasversale e centrale tanto quanto l'accessibilità e che anzi vi è intimamente correlato, si fa prima a ridurre al minimo il rischio avendo il codice sorgente o minacciando Microsoft di fare causa se per caso un bel giorno si dovesse scoprire che il loro software non faceva (solo) quello che ci si aspettava che facesse? 

"Security by obscurity" semplicemente non è una via percorribile da una PA. Punto. Indipendentemente dal fatto che chi gliela pavimenta sia americano, cinese o italiano.

Tornando al progetto di legge, un'altra cosa che mi sembra strumentale della tua reazione è come tiri dentro linux - anche qui, lo nomini più tu nelle tue mail di quanto non faccia il progetto di legge stesso - come se per usare OpenOffice servisse linux (che è quello che molta gente pensa tuttora e che forse a qualcuno fa comodo che si continui a credere).

Entrando nel merito dell'accessibilità, per aprire, modificare e salvare un documento OpenOffice basta lo zip, un algoritmo inventato una ventina d'anni fa da un genio che dopo aver migliorato la vita di milioni di persone è morto solo, povero e alcolizzato e non c'è da reinventare nessuna ruota:

1) si decomprime il documento OpenOffice
2) si modificano i contenuti, che sono documenti XML, col proprio software preferito, ad esempio con un XForms, che è uno standard progettato per essere accessibile (delle implementazioni che di fatto lo sono abbiamo già discusso in un altro thread)
3) si comprimono i vari XML in un nuovo .odt zippato

Ricapitolando, chi se ne frega se il software è commerciale o meno, tutte le speculazioni in merito nel thread da te sollevato lasciano decisamente il tempo che trovano, a proposito consiglio a tutti di compilarsi OpenOffice da sorgenti (siamo nel 2007, su gentoo linux basta un comando), vale la pena solo ed esclusivamente perché così si può fare a meno del branding Sun Microsystems e delle pugnette sulla registrazione e magicamente resta solo quello che interessa: il programma OpenOffice.

L'importante è che si basi su standard aperti e che sia reso disponibile con licenza compatibile con i principi del software libero, come riportato nel progetto di legge (Art. 2 - Definizioni):

2. Per Free Software, detto anche Software Libero, si intende
quella categoria di programmi per elaboratori che vengono
distribuiti con una licenza d’uso che concede all’utilizzatore le
seguenti quattro libertà:
 a) La libertà di eseguire il programma per qualunque scopo,
    senza vincoli sul suo utilizzo.
 b) La libertà di studiare il funzionamento del programma, di
    adattarlo alle proprie esigenze. L’accesso al codice sorgente
    è un prerequisito.
 c) La libertà di ridistribuire copie del programma.
 d) La libertà di migliorare il programma, e di distribuirne i
    miglioramenti.
    Queste libertà sono irrevocabili.

Non so se te ne sei accorto ma quella *è* la GPL, non viene nominata perché è *incorporata* nel disegno di legge. Evviva.

Secondo la mia personalissima opinione, che coincide purtroppo più con quella di Stallman che con il progetto di legge, è estremamente preferibile che nelle leggi riguardanti la PA finiscano i 4 principi che ho appena riportato piuttosto che i molto meno comprensibili 11 della definizione di Open Source o gli n di un EULA speciale tra lo stato e MS.

Infine le questioni folkloristiche: con tutte le strumentalizzazioni che la politica fa a qualsiasi livello e di qualsiasi cosa, offendendo l'intelletto e la sensibilità delle persone su questioni molto più comprensibili e sentite collettivamente di questa, chiamare questo progetto di legge una strumentalizzazione dei disabili è la vera strumentalizzazione dei disabili. Guarda che per paralizzare la PA (e le aziende) al giorno d'oggi basta un virus qualsiasi, per Windows, per Outlook, per Word, per Excel, per quello che vuoi tu.

Per quanto riguarda il leccaculismo, io non ho mai mai mai visto un episodio di leccaculismo neanche comparabile a quando è andato Bill Gates a fare il giro dei parlamenti mondiali a tenere i suoi bei discorsetti autoinvitati. Fa impallidire qualsiasi episodio di leccaculismo specificamente italiano. Quelle sono pure lezioni di leccaculismo, è andato fondamentalmente a dire ai parlamenti di tutto il mondo: prego, leccare qui.

Magari i verdi imparassero a strumentalizzare qualcosa, ad es. il fatto che sempre molta più gente si rende conto dei cambiamenti climatici, per far invertire davvero la tendenza all'autodistruzione dell'umanità. Per assurdo, se ci riuscissero, grideresti allo scandalo strumentalizzazione?

ciao
ste

> Message: 1
> Date: Tue, 22 May 2007 20:43:24 +0200
> From: "Livio Mondini" <livio.mondini a gmail.com>
> Subject: [webaccessibile] accessibilità, formati aperti, software
> 	libero e i Verdi ...
> To: "La mailing list di webaccessibile.org"
> 	<webaccessibile a itlists.org>
> Message-ID:
> 	<b3532a4e0705221143kdafddbya90aa1dd52738373 a mail.gmail.com>
> Content-Type: text/plain; charset=WINDOWS-1252; format=flowed
> 
> Sono d'accordissimo coi principi, ma ora credo che ci sia qualcosa che non va.
> I Verdi hanno presentato un progetto di legge che riguarda appunto
> formati aperti e sofware libero (ma open source significa software
> libero?) nei sistemi informatici in regione Lombardia.
> <http://politicadelsoftware.openlabs.it/?q=node/8>
> Ripeto, sul principio niente da dire, ma provate a scaricare la
> proposta di legge al link
> <http://politicadelsoftware.openlabs.it/files/regione-lombardia-pdl-software-libero.pdf>.
> C'è anche in formato aperto odt, ma ovviamente si apre solo se avete
> openoffice, visto che non esiste un reader ...
> <http://politicadelsoftware.openlabs.it/files/regione-lombardia-pdl-software-libero.odt>
> 
> Però, a parte queste amenità provate a leggere il progetto di legge.
> C'è da rabbrividire.
> Ok la strumentalizzazione, ma la strumentalizzazione
> dell'accessibilità e dei disabili no, proprio no. È vergognoso.
> 
> Articolo 1 ? Finalità
> La Regione Lombardia, in ottemperanza alla "Direttiva Stanca" e al
> successivo "Codice per l'Amministrazione digitale", promuove lo
> sviluppo della Società dell'Informazione al fine di sviluppare servizi
> pubblici più efficaci, efficienti ed accessibili. Favorisce altresì la
> diffusione dei saperi e della conoscenza come fattore determinate per
> abbattere le barriere digitali e la realizzazione personale e
> professionale nonché le forme di cittadinanza attiva.
> Sono sostenute la diffusione e l'uso di standard e formati aperti
> secondo la definizione dell'art. 2 come principio di garanzia per il
> pluralismo informatico e la libertà di scelta nella realizzazione di
> piattaforme informatiche, garantendo altresì la competitività e la
> trasparenza del mercato.
> 
> Mi chiedo per quale motivo venga citata la Stanca, e vengano associati
> gli argomenti accessibilità e diffusione e uso di standard e formati
> aperti, che se a oggi venissero adottatti significherebbero la
> paralisi della PA e l'espulsione dei disabili dalla stessa, visto il
> supporto all'accessibilità di Linux e OpenOffice.
> 
> E avanti così ...
> 
> Articolo 5 ? Accessibilità
> Tutti i servizi telematici messi a disposizione dalla pubblica
> amministrazione devono rispettare i crismi di accessibilità sia per i
> diversamente-abili sia in termini di neutralità tecnologica.
> La pubblica amministrazione si impegna ad utilizzare protocolli,
> formati e standard aperti nell'interscambio di informazioni fra PA,
> cittadini e aziende.
> La pubblica amministrazione regionale si impegna affinché tutti i
> servizi messi a disposizione a PA, cittadini ed imprese siano
> interoperabili: cioè che facciano uso di protocolli, standard e formati
> aperti, e permettano, attraverso lo sviluppo di piattaforme applicative,
> l'interazione e l'integrazione fra di loro.
> 
> Ancora una volta, l'accessibilità viene accoppiata alla "neutralità
> tecnologica" e ai protocolli cosidetti aperti.
> Trovo che la stesura di questa proposta di legge sia vergognosa, falsa
> e ideologica. Roba di cui vergognarsi insomma. Che bisogno c'era di
> coinvolgere l'accessibilità quando sappiamo benissimo che Linux non
> supporta le tecnologie assistive? accessibilità decché? stiamo per
> tornare indietro di venti anni.
> Ovviamente, i partiti tutti a firmare ...



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