[webaccessibile] accessibilità, formati aperti, software libero e i Verdi ...
andrea paiola
andrea.paiola a gmail.com
Mer 23 Maggio 2007 09:17:14 CEST
il 5/22/07, Roberto Scano - IWA/HWG <rscano a iwa-italy.org> scrive:
> Vedi, la differenza oggi tra open e closed sta proprio qua: mentre nel mondo
> closed c'è già l'accessibilità, nel mondo open è lasciata alla pura volontà
> di pochi (già son pochi gli esperti di accessibilità... e di questi ne
> conosco ben pochi che operano anche in ambiente open)... il punto principale
> è che c'è poco da urlare come fanno i Verdi... se i prodotti non sono
> accessibili secondo le raccomandazioni e specifiche internazionali, il
> prodotto da scegliere - anche ai sensi della legge 4/2004, è quello più
> accessibile.
Personalmente sono per superare la logica del prodotto. Abbiamo delle
idee, finanziamole, risparmiando.
Dobbiamo interiorizzare le conoscenze, le capacità e quindi la
produzione del software.
Poi il sistema di licenze si deciderà caso per caso, ma la PA rimane
potenzialmente un'immensa comunità in cui si crea il software e si fa
ricerca su accessibilità, usabilità e tutto quello che ti pare.
Potremmo diventare noi fornitori di software all'estero, invece di
continuare a far uscire i soldi.
tanto per darvi ispirazione http://www.youtube.com/watch?v=ITzX7zRgOkA
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