[webaccessibile] accessibilità, formati aperti, software libero e i Verdi ...

M. Fioretti mfioretti a mclink.it
Mar 22 Maggio 2007 21:55:32 CEST


On Tue, May 22, 2007 20:43:24 PM +0200, Livio Mondini
(livio.mondini a gmail.com) wrote:

> Sono d'accordissimo coi principi, ma ora credo che ci sia qualcosa
> che non va.  I Verdi hanno presentato un progetto di legge che
> riguarda appunto
...

> C'è anche in formato aperto odt, ma ovviamente si apre solo se avete
> openoffice, visto che non esiste un reader ...

sbagliato: http://opendocumentfellowship.org/odfviewer

> <http://politicadelsoftware.openlabs.it/files/regione-lombardia-pdl-software-libero.odt>
> 
> Però, a parte queste amenità provate a leggere il progetto di legge.
> C'è da rabbrividire.
> Ok la strumentalizzazione, ma la strumentalizzazione
> dell'accessibilità e dei disabili no, proprio no. È vergognoso.
> 
> La Regione Lombardia, in ottemperanza alla "Direttiva Stanca" e al
> successivo "Codice per l'Amministrazione digitale", promuove lo
> sviluppo della Società dell'Informazione al fine di sviluppare servizi
> pubblici più efficaci, efficienti ed accessibili.

> Mi chiedo per quale motivo venga citata la Stanca, e vengano
> associati gli argomenti accessibilità e diffusione e uso di standard
> e formati aperti

guarda che accessibilità ha diversi significati, oltre a quello tema
di questa lista: accessibile a tutti qualunque software usino,
accessibile a lungo termine perchè completamente documentato...
entrambi significati rilevanti per tutti i cittadini, non solo per
alcuni.

Quel documento a pagina 5 dice infatti:

>> esiste però un tema fondamentale per garantire ai cittadini ed alla
>> pubblica Amministrazione l'accesso perpetuo alle proprie >
>> informazioni.  Tale tema è rappresentato dai "formati aperti", che
>> rappresentano l'unica garanzia alla accessibilità perpetua alle >
>> proprie informazioni.

> che se a oggi venissero adottati significherebbero la paralisi della
> PA e l'espulsione dei disabili dalla stessa, visto il supporto
> all'accessibilità di Linux e OpenOffice.

questo è la stessa obiezione che facevano due anni fa in
Massachusetts, quindi valgono, in linea di principio almeno, le stesse
considerazioni di allora, vedi ad esempio
http://www.linuxjournal.com/article/8616

A parte questo, il documento non l'ho ancora letto riga per riga, però
nel sommario di pagina 7 vedo scritto "obbligo" solo nell'articolo 6:

>>L'articolo 6 descrive gli obblighi per la P.A. che, nella scelta dei
>>programmi per elaboratore elettronico deve utilizzare prodotti che
>>memorizzano le informazioni su formati aperti.

cosa che non esclude affatto, almeno per i dipendenti P.A. disabili,
MS Office con uno dei plugin per OpenDocument già in via di sviluppo
(visto che parliamo comunque di una PA italiana, non di fare
migrazioni entro questa settimana...).  O il fatto che molte procedure
avvengono via browser.

> Ancora una volta, l'accessibilità viene accoppiata alla "neutralità
> tecnologica" e ai protocolli cosidetti aperti.

meno male, era ora. Che c'è di sbagliato, almeno come obiettivo da
raggiungere?

> Trovo che la stesura di questa proposta di legge sia vergognosa,
> falsa e ideologica. Roba di cui vergognarsi insomma. Che bisogno
> c'era di coinvolgere l'accessibilità

L'articolo 5 dice esplicitamente che i servizi telematici devono
soddisfare _entrambe_ le definizioni di accessibilità:

>>Tutti i servizi telematici messi a disposizione dalla pubblica
>>amministrazione devono rispettare i crismi di accessibilità sia per
>>i diversamente-abili sia in termini di neutralità tecnologica.

Ma non dice che questo dovrà avvenire con un'unico applicativo
software per tutti e per tutte le possibili procedure. Insomma, che
c'è di vergognoso in quel particolare documento? A me non sembra di
vederci niente che impedirebbe ai cittadini disabili di comunicare via
Internet con le P.A. o che costringerebbe dipendenti P.A. disabili a
licenziarsi. Vedi il plugin di cui sopra. Fosse la volta buona che ci
scappano i fondi a qualche università italiana per accelerare il
lavoro su quei plugin...

> Ovviamente, i partiti tutti a firmare ...

Meno male. Forse hanno cominciato a capire che non è più tollerabile,
qualunque sia la coalizione d'appartenenza o l'ideologia di fondo, che
i documenti digitali pubblici di un paese, siano completamente
accessibili solo attraverso i prodotti di una sola compagnia privata,
pure straniera, o di chi si è legato mani e piedi a quella
compagnia. Anche se, e mi scuso per il cinismo, nel transitorio
risolvere questa situazione dovesse creare qualche problema per una
minoranza di cittadini e dipendenti. Ammesso che questi problemi ci
siano davvero e siano insormontabili, vedi sopra.

Ovviamente con questo non dico che l'iniziativa è perfetta e andrà per
il meglio senza alcun intoppo, ma meno male che c'è stata. Fra l'altro
non è neanche la prima, anche in Toscana e altre parti c'erano già
cose del genere.

	Marco
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