[webaccessibile] Dalle Ferrovie all'usabilità

andrea paiola andrea.paiola a gmail.com
Sab 16 Giu 2007 17:59:10 CEST


Marco Bertoni scrive:

> non sei d'accordo ma nel tuo caso ti è stato chiesto esplicitamente di progettare tenendo conto di un dato browser (somiglia più alle esigenze di una intranet il tuo esempio). Altra cosa sarebbe se tu, di tua iniziativa, decidessi di non supportare, per esempio, l'ingrandimento dei caratteri in  IE 6 perchè *tu* pensi che gli utenti casuali del sito avranno tutti installato Firefox (e sennò che se lo installino questi rompipalle). Questa è esattamente ciò che intendo per un "inferenza indebita" e un atteggiamento poco serio. Stiamo parlando di cose diverse.
>
> Ribadisco che un buon progetto (di un sito "internet", per le intranet se può discutere) non può essere creato facendo assunzioni prive di fondamento sul software installato nella stazione dell'utente (gli utenti sono potenzialmente infiniti e non puoi dare per scontato nulla). Proprio perchè il software (anche la tecnologia assistiva) è una variabile importante bisogna "progettare per tutti".


Andrea Paiola risponde:
Ma non puoi applicare un principio solo quando ti pare.
Il principio corretto secondo me è rispondere alle esigenze
dell'utente: il resto viene di conseguenza.
Il problema è che sono appunto assunzioni prive di fondamento.
Questo come linea di principio.

Poi c'è il mondo reale in cui si devono predisporre degli obiettivi e
delle regole al progetto, dei limiti, a priori.

Le risorse disponibili per il progetto hanno dei limiti precisi e
infatti nessuno richiede mai di testare su tutti i browser... che
saranno oltre il centinaio.

Marco Bertoni scrive:
> Inoltre è fondamentale distinguere tra gli obblighi di una PA e le scelte di un privato. Il privato può scegliere di fregarsene di una fetta di utenza ma la PA no! Se le statistiche ti dicono che IE 5 è al 2% tu, privato, puoi benissimo fregartene di supportare quel browser. Ma nel pubblico sei obbligato a servire *tutti* gli utenti allo stesso modo perché è una questione di diritti. Se, quindi, sei una PA e il 2% dei tuoi utenti naviga ancora con Pippa 1.0 dovrai creare pagine compatibili anche con Pippa 1.0.  IMHO ovviamente.

Andrea Paiola risponde:
Alcune PA non hanno a disposizione neanche i soldi per le fotocopie,
la cartigienica o la benzina.
Altre hanno i dirigenti che rubano più o meno legalmente i soldi statali.
Alcune hanno la fortuna di avere la gente giusta al posto giusto,
permettendo di risparmiare e avere quindi fondi disponibili per i
progetti Web fatti a regola d'arte.
Il mondo delle PA è talmente vasto che statisticamente rispecchia
l'Italia intera, secondo me.
Sul principio sono d'accordo, comunque, ma lo applicherei con una
certa saggezza.


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