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Michele Diodati diodati a mclink.it
Gio 14 Set 2006 11:11:35 CEST


Livio:
Io personalmente sono molto ma molto curioso riguardo questo
argomento, perché per quella che è la mia esperienza mi pare evidente
che questo algoritmo non esiste, o meglio non può esistere se non con
una approssimazione tale da renderlo vano (se è la perfezione
scientifica quella che si cerca, sennò va bene quello che c'è v.2).

Michele Diodati:
Hai ragione sul fatto che non può né potrà esistere un algoritmo che 
accomodi qualsiasi problema di visione per qualsiasi utente, dal momento 
che alcune variabili, quali quelle che tu stesso hai elencato 
(luminosità e contrasto impostati dall'utente, luce ambiente), non sono 
controllabili a priori. E a posteriori possono essere accomodate, forse 
neppure completamente, solo con costosi e poco diffusi strumenti di 
calibrazione interni al monitor.

Ma lo studio sui colori di cui si progetta nella riunione del 19 
dovrebbe avere secondo me uno scopo più modesto: non la panacea 
universale per i contrasti di luce e colore, ma uno studio sperimentale 
alla ricerca delle migliori condizioni *medie* di visione sulle 
piattaforme più diffuse, nelle condizioni di uso più comuni, fatto sul 
più ampio campione possibile di utenti, comprendente sia persone con 
vista normale sia persone con difetti della vista, dall'ipovisione alla 
cecità ai colori. Quello che alla fine si troverà dipenderà moltissimo 
da come si imposta lo studio. Potrà risultare che gli algoritmi del W3C 
vanno bene e che sono la migliore risposta possibile. Oppure potrà 
risultare che sono pessimi e che vanno cambiati. O, ancora, che non è 
possibile trovare neppure una soluzione media (ripeto media) 
accettabile, data la quantità di variabili in gioco.

Io sarei contento se, alla fine di questo lavoro di ricerca, si 
riuscisse a produrre un algoritmo per i contrasti di colore e luminosità 
per le coppie testo/sfondo, che tenesse conto anche del tipo, della 
grandezza e dello spessore del carattere impostato; un algoritmo da 
usare però non come riferimento assoluto, ma come la migliore soluzione 
possibile, date alcune condizioni medie di riferimento: valido per 
esempio su sistemi PC e Mac con schermi LCD da 15'', ecc. Nulla vieta di 
estendere lo studio ai tipi di schermo e alle impostazioni d'uso più 
comuni, in modo da creare una griglia di adattamenti dell'algoritmo che 
tenga conto delle principali variabili in gioco. Penso comunque che 
valga la pena di confrontarsi con degli esperti di colorimetria e di 
ricerca nel campo della percezione ottica, per cercare di capire se i 
presupposti che ho esposto sono scientificamente accettabili oppure no.

Michele



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