[webaccessibile] Metà delle ricerche mondiali sull'accessibilità del web sono in italiano

Stefano Debenedetti ste a demaledetti.net
Gio 11 Maggio 2006 20:24:55 CEST


> Message: 6
> Date: Thu, 11 May 2006 18:26:56 +0200
> From: "Luca Mascaro" <info a lucamascaro.info>
> Subject: Re: [webaccessibile] Metà delle ricerche mondiali
> 	sull'accessibilità del web sono in italiano
> To: "La mailing list di webaccessibile.org"
> 	<webaccessibile a itlists.org>
> 
> 
>>Il titolo del messaggio che ha originato questa discussione contraddice il messaggio stesso, non si tratta di ricerche in italiano visto che l'indirizzo riportato compie una ricerca di "web accessibility".
> 
> 
> Le ricerche per regions vengono discriminate dal dominio, quelle per
> lingua da molti altri fattori come i risultati trovati, il dominio, o
> il fatto che selezionano "risultati in italiano". 

Non so dove hai trovato queste informazioni ma non coincidono con quanto riportato sul sito:

"The Regions and Languages tabs work just like the Cities tab. Google Trends uses IP address information from our server logs to make a best guess about where queries originated.
Language information is determined by the language version of the Google site on which the search was originally entered."

http://www.google.com/trends/about.html    (vedi n.4)

>e comunque per i
> termini web accessibility basta pensare che si parla di "web content
> accessibility guidelines"

Qui hai indubbiamente ragione ma il punto resta: quanti sono quelli che sentono il bisogno di andare alla fonte a documentarsi sulle WCAG quando vengono già spiegate in modo soddisfacente nella propria lingua, magari anche da una bozza di legge? Forse anche chi non riusciva a credere che dicessero proprio quello, d'accordo.
 
>>Come si sia arrivati a leggere nei grafici sottostanti che si tratta della "metà delle ricerche mondiali" poi mi sfugge completamente.
> 
> 
> ok, a pensarci bene è aberrato, ma comunque metà delle ricerche di
> quelle inglesi sono in italiano

Ancora: non in italiano ma dal sito italiano. E' difficile interpretare questo dato come fai tu visto che si verifica anche per molte altre ricerche e soprattutto quando per la stessa ricerca l'italia appare molto indietro e nessuna città italiana appare neppure in lista.

Anche qui sono determinanti gli italiani all'estero oppure ci sono molti anglofoni che usano il .it?
 
>>Chi cerca "web accessibility" da google.it dunque, e non è qualcuno che ricade nella secondo me predominante casistica dell'anglofono amante del .it?
> 
> 
> Questo non lo può dire nessuno senza dati alla mano e comunque mi
> sembra strano che un inglese vada su un interfaccia italiana

Beh mi sembrava di aver chiarito che stavo tirando a indovinare ma non mi sembra poi così strano, tanto che qualche giustificazione plausibile mi sembra di averla elencata.
 
>>Potrebbe anche trattarsi di utenti italiani che non si ritenevano abbastanza soddisfatti dal materiale disponibile nella loro lingua no?
> 
> 
> Si possibilissimo, ma in ogni caso è significativo che probabilmente
> sono stati degli italofoni a cercare quei termini

Si, sempre che si trattasse davvero di italofoni, o ci sono delle nutritissime little italy a Dublino e ad Edimburgo? E' comunque azzardato affrettare conclusioni sul perché li stessero cercando.
 
>>Cos'è successo poi a metà 2003 che ha fatto scattare l'interesse a sentire altre campane? L'appropinquarsi di una legge molto discussa forse? Quando google arricchirà google news e di conseguenza google trends dei dati riguardanti le news in italiano probabilmente sapremo per certo qual'è stato l'evento scatenante, nel frattempo qualcuno di più esperto e memore di me potrebbe anche indovinarlo.
> 
> 
> Veramente il db è già molto pieno sin da inizio 2003 (si vede cercando
> altri termini come usability) e il fatto è che effettivamente si è
> iniziato a parlare tantissimo di accessibilità poco prima del 2004

Si, è quello che dico anch'io, non mi sembra di ricordare che la legge sia stata pubblicata sulla gazzetta ufficiale come un fulmine a ciel sereno. Chi si ricorda com'è andata confermerà che è stata in lavorazione per lungo tempo e che ha suscitato dibattiti da ben prima che venisse ratificata.
 
>>Ma se così non fosse, perché non provare ad uscire dalla parrocchietta e andare a sostenere le proprie opininioni in altri forum pubblici molto determinanti per la "storia del web", di qualità e attenti all'accessibilità come www-forms a w3.org invece che rispondere con un generico, confuso e soprattutto incomprensibilmente appagato "abbiamo già dato"?
> 
> 
> Beh perchè molti di noi ci sono già dentro ma come membri dei gruppi
> di lavoro spesso alcune discussioni si fanno a gruppo chiuso e non a
> gruppo aperto per poter scegliere assieme le risposte da dare. Ho
> seguito la tua discussione su Xforms e l'accessibilità ed in merito ti
> ho anche risposto su questa lista ma non mi hai più detto nulla...

Ho apprezzato molto lo sforzo ma purtroppo non sono riuscito a cogliere alcun nesso specifico tra la tua risposta su questa lista e la discussione su www-forms. E se c'era, la mia richiesta era quella di andare a rispondere là dove c'è chi sta impostando la questione in modo da spacciare come accessibili delle soluzioni che palesemente non sono mai neanche state sfiorate dal problema accessibilità. Dovrebbe essere terreno facile per chi la questione la conosce bene ma non meno utile per tutti noi poveri ignoranti che abbiamo creduto che all'obiettivo di maggiore accessibilità che XForms si prefigge esplicitamente corrispondesse un qualche risultato per lo meno misurabile o discutibile nel concreto invece che astrattamente e in modo totalmente slegato dallo stato attuale delle raccomandazioni W3C in termini di accessibilità e conseguenti leggi derivate.

Il tuo citare il problema del focus almeno un po' mi ha confortato invece, visto che effettivamente è il problema di fondo che sottende alle problematiche specifiche. Ma la tua spiegazione generica e un po' confusa, conclusa da un link totalmente generico e ovvio non mi hanno aiutato molto a capire di più e mi avevano un po' disilluso.

Anche l'accenno a una divisione tra i "semplici siti" e le "web application interattive" mi ha un po' spaventato, diciamo che mi sono ripromesso di cercare cosa vuol dire "baseline" all'interno delle venture WCAG. Quando avrei avuto tempo di farlo da me visto che non avevo ricevuto molto aiuto e che a quel punto non mi sembrava di poterne ricevere molto da chi innanzitutto metteva bene in chiaro di saperne molto, per poi dire quasi nulla.

Faccio infatti anche fatica a capire il motivo per cui uno dovrebbe tradurre "activity" come "gruppo" e "working group" come "task force" come mi sembra che abbia fatto tu, e proprio per questo ho preferito soprassedere ad una risposta sul metodo, che però evidentemente oggi non sono più riuscito a trattenere: perché spacciarsi a priori come tuttologi solo perché si è frequentato il W3C? E anche se si fosse tuttologi, perché dedicare un terzo di risposta al sottolinearlo? Non sarebbe già abbastanza chiaro dalla risposta?

>>Evidentemente le questioni aperte sono ancora molte se lì se ne discute no?
> 
> 
> Dipende, a volte sviluppare grosse discussioni sulle liste del w3c è
> antiproducente perchè un sacco di persone ricevono quelle mail e
> magari non sono interessate alla singola problematica... 

Non so se questa spiegazione sia più esilarante o più equivoca. Magari non ne sapranno molto e abbasseranno mostruosamente il rapporto segnale/rumore ma se sono iscritte alla mailing list è lecito aspettarsi che siano interessate, magari anche più di chi fa parte della stessa Activity ma non dello stesso Working Group. Il ragionamento anzi dovrebbe valere anche per chi si interessa molto a HTML ma quasi per nulla a XForms no? Che infatti a maggior ragione hanno due gruppi di lavoro separati e due mailing list separate.

O forse è la controprova che l'atteggiamento è proprio quello elitario di chi crede di poter decidere per gli altri meglio di quanto possano questi decidere da sè?

Per poi cozzare con il mondo che va avanti lo stesso, ignorando le supposte (in tutti i sensi) "best practices"?

A meno che non divengano legge naturalmente. Nel qual caso comunque vengono ignorate da chi le ha propugnate allorché c'è da prendersene la responsabilità pubblicamente in un dibattito che le riguardi, tanto c'è già la nuova dose di "best practices" cadute dall'alto in dirittura d'arrivo...

Intendiamoci, io spero proprio che sia andata meglio questa volta, mica voglio menare gramo, solo speravo che mi potesse rassicurare un esperto nel merito delle questioni specifiche invece che invitarmi a prendere visione dell'home page del WAI o di un altro gruppo di lavoro, con i loro bravi 200 link in tutte le direzioni.

Un link più interessante per fortuna l'ha indicato invece un membro dell'XForms WG su www-forms, d'altronde se questa è oggi una bozza di roadmap, mi sa che la strada da fare è ancora lunga, altro che last call fits all:

http://www.w3.org/WAI/PF/roadmap/

>meglio
> svilupparla altrove e poi postare il link

Cioè far cadere dall'alto il link a giochi fatti, magari in forma di specifica formale e quindi priva del dibattito necessario a giustificarla e spiegarla appieno a tutti.

Ho capito che questo è stato finora lo status quo. Solo non capisco a chi giovi adagiarcisi, secondo me più a chi sta dentro e meno a chi sta fuori, che è la maggior parte.

ciao
ste
 
> Ciao
> 
> Luca
> 
> ------------------------------
> 
> _______________________________________________
> webaccessibile mailing list
> webaccessibile a itlists.org
> http://itlists.org/mailman/listinfo/webaccessibile
> 
> Fine di Digest di webaccessibile, Volume 18, Numero 14
> ******************************************************
> 



Maggiori informazioni sulla lista webaccessibile