[webaccessibile] Metà delle ricerche mondiali sull'accessibilità del web sono in italiano

Stefano Debenedetti ste a demaledetti.net
Gio 11 Maggio 2006 18:15:05 CEST


> -----Original Message-----
> From: webaccessibile-bounces a itlists.org
> [mailto:webaccessibile-bounces a itlists.org] On Behalf Of Stefano Debenedetti
> Sent: Thursday, May 11, 2006 3:16 PM
> To: webaccessibile a itlists.org
> Subject: Re: [webaccessibile] Metà delle ricerche mondiali
> sull'accessibilità del web sono in italiano
> 
> Ma se così non fosse, perché non provare ad uscire dalla parrocchietta e
> andare a sostenere le proprie opininioni in altri forum pubblici molto
> determinanti per la "storia del web", di qualità e attenti all'accessibilità
> come www-forms a w3.org invece che rispondere con un generico, confuso e
> soprattutto incomprensibilmente appagato "abbiamo già dato"?
>
> Roberto Scano:
> Forse perché tra coloro che frequentano questa lista vi sono persone che
> partecipano all'HTML Working Group, CSS Working Group, Semantic Web, WCAG,
> ATAG, WAI EO, ISO, ecc. ecc.

Strano allora che dopo un simile dispiegamento di forze al servizio della chiarezza là fuori ci sia ancora così tanta gente che discute.

E io che l'avevo scritto provocatoriamente: ma allora la risposta è davvero un generico, confuso e soprattutto incomprensibilmente appagato "abbiamo già dato"!

A questo punto comincio a pensare davvero di avere indovinato anche nell'intravedere una scarsa disponibilità al vero confronto in un simile atteggiamento che privilegia il rinchiudersi in mailing list riservate ai membri W3C per poi far cadere dall'alto la propria opinione (a volte in forma di vaniloquio, ma a volte anche in forma di legge) sui comuni mortali cui non è dato attingere a tale fonte di autorevolezza.

Ammiro molto l'atteggiamento aperto del gruppo di lavoro su XForms (che lo ha copiato da quello del gruppo di lavoro su XML Processing), che discute di questioni tecniche solo sulla mailing list pubblica:

http://www.orbeon.com/blog/2006/04/03/w3c-xforms-working-group-going-public/

In questo modo i loro sforzi sono maggiormente compresi e com'è ovvio coadiuvati dai non partecipanti al W3C, cioè dal resto di noi utenti e sviluppatori web. Credo che la loro causa ne benefici molto, così come la loro autorevolezza, senza bisogno di autoblandirsi tanto.

> Nel W3C esiste pure un gruppo che si chiama Protocols and Formats Working
> Group che ha proprio il compito di armonizzare/verificare che le specifiche
> non collidano tra di loro. Se vi sono questioni trascurate nelle future WCAG
> 2.0 c'è una lista dedicata in www.w3.org/wai/GL.

Eh, scrivendo a questa lista qui pensavo di aver preso una scorciatoia, che ingenuo che sono.

Come dire che il problema dell'incomunicabilità tra gruppi di lavoro del W3C esiste eccome.

Quindi se XForms ha un dubbio su WAI non fa prima il WAI a rispondere in loco, magari indicando direttamente le parti rilevanti delle proprie specifiche passate e future, come ad es. recentissimamente avvenuto per un dubbio su XML-Schema, bisogna invece che intervenga un gruppo di lavoro apposta che si accorga delle incongruenze e si adoperi per risolvere i dubbi prima che sia troppo tardi.

Come dire che il problema resta, solo che non è più responsabilità dei singoli gruppi capirsi e coordinarsi tra loro ma tocca sempre a qualcun'altro. Mi sembra che la toppa sia peggio del buco anche in questo caso.

> Comunque a "difesa" degli italiani che stanno scrivendo le specifiche, va

Perché? Chi li ha attaccati? Mi sembra una generalizzazione un po' eccessiva come risposta a un richiamo a una minore autoreferenzialità, specie quando basata su inesattezze e imprecisioni, molto specifico ai due thread a cui ho partecipato e costruito, lo ammetto, su di un certo non troppo assiduo lurking di questa lista.

> fatto presente che dal 2002-2003 c'è stato un forte incremento di presenza
> italiana nel mondo della web accessibility internazionale - molto grazie ad
> IWA/HWG che ha offerto possibilità a queste persone di partecipare.

Evviva e in bocca al lupo, oltre che a loro, anche a tutti quelli che non se ne sentono rappresentati e che quindi non delegano e che, fregandosene dell'appartenenza a circoli pay-to-play, partecipano alle mailing list pubbliche, mettendo il loro lavoro a disposizione della comunità allargata, non solo del W3C o di IWA/HWG, che a questo punto appare chiaramente interessata a far si che il lavoro dei propri membri rimanga riservato a chi decide o ha la possibilità di entrare a far parte di tali circoli limitatamente accessibili, cioè il contrario di come dovrebbero essere quegli organismi che si prefiggono il fine di regolare il web.

Il W3C ha già cominciato ad aprirsi, chissà se IWA/HWG seguirà.

ciao
ste






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