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Andrea Resmini vector a exea.it
Mer 12 Lug 2006 11:00:52 CEST


Roberto,

le mie erano domande retoriche. Comunque mordo:

> Roberto Scano:
> Se è nota ed è disponibile una patch che non è stata installata, è
> responsabilità di chi ha il contratto di manutenzione (se prevede anche la
> manutenzione software) o del responsabile ai sistemi informativi.

Sì con una postilla: nei posti grossi dove si fa IT seriamente, le patch 
non vengono installate al volo appena disponibili, si testano su reti o 
macchine apposite. Quindi esisterà sempre un periodo di interim durante 
il quale di solito, quando si può, si avvisa il personale o si chiudono 
applicazioni o si patcha in altri modi.

Comunque, OK, è quello che sostenevo io.


> Roberto Scano:
> La colpa è del dipendente. L'incuranza è sua.

Perfetto.

> Roberto Scano:
> Questi sono i rischi della fornitura dei prodotti: se non vengono patchati
> in tempo utile, è un problema del fornitore... Quando si fornisce un
> prodotto, non vi sono solo guadagni ma anche oneri.

Perfetto.

> Roberto Scano:
> Idem come sopra... Le responsabilità del produttore del software vi sono
> solamente se - in caso di "danni" - risulta che alla data del "fatto" non
> era disponibile una "patch" mentre in caso contrario la responsabilità
> ricade sempre su chi aveva responsabilità della manutenzione

E se si dimostra che il danno deriva espressamente da questo e non altro 
(che so un'applicazione che ha installato un retropatch): considerata la 
complessità delle analisi forensi di sistemi complessi, non un giochino.

Comunque, perfetto.

Quindi, che il software venga da Microsoft o da 'Stallmann' il risultato 
è sempre il medesimo: al produttore del software non si arriva mai, c'è 
sempre un 'fornitore' prima. Quindi? Questa assenza e vaghezza?


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Andrea Resmini
vector a exea.it



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