[webaccessibile] Altro caso emblematico...

Silvia silvia.bocci a email.it
Mar 12 Dic 2006 16:04:07 CET


Il giorno 12/dic/06, alle ore 08:29, Roberto Scano - IWA/HWG ha scritto:

>> A riprova di ciò, grazie al supporto del CNIPA, sono stati definiti
>> i prossimi passi.....
>>
>
> A tutt'oggi non riesco a capire il ruolo preciso del Cnipa.
>
> 1. riceve la dichiarazione
> 2. la inserisce in db
> 3. attiva un flag
> 4. il sito è visibile

Ok, nel tuo elenco non c'è traccia di controlli.

> E pensare - ripeto quanto scritto nella lettera inviata al  
> Parlamento, al
> ministro e sottosegretari competenti (ad oggi senza risposta)

Servirebbe anche un disabile, che non potendo fruire di una qualche
informazione, scriva direttamente al responsabile del sito (bollinato)
e per conoscenza al Cnipa, a IWA, al parlamento, ai ministri e alle  
varie associazioni,
e visto il periodo... anche a Babbo Natale.
Se si crea un precedente, forse si riesce a muovere qualcosa.


> Ora invece siamo nel caso ameno in cui i privati non chiedono bollino
> (giustamente: chi va a bollinarsi spendendo migliaia di euro per  
> avere lo
> stesso medesimo logo che espongono siti non conformi? Questa azione di
> bollino "gratis" ha tra l'altro danneggiato un marchio.... Anche
> economicamente per le casse dello Stato) mentre le P.A. lo richiedono
> autodefinendosi a norma, ossia dicendo:
>
> 1. per i nuovi siti, per cui sono obbligata a farmeli fare a norma  
> (il 70%
> circa dei siti bollinati è fatto da ditte esterne alle P.A.), mi  
> autoassegno
> il bollino così io PA son contenta, e il fornitore può essere  
> liquidato
> senza problemi, tanto non ci sono procedure di contestazione del  
> logo...

1. Formazione obbligatoria
(fatta da esperti di accessibilità, da professionisti, non da gente  
che si improvvisa tale)

2. Controlli
(alla fine poi... qualcuno dovrà pur controllare)

3. Invito a mettersi in regola
(chi ha controllato, fa una relazione e invita all'adeguamento e  
definisce i tempi)

4. Sanzioni
(e visto che i soldi della PA sono soldi pubblici...)


> 2. per i siti esistenti, sistemo qua e la e mi autodefinisco a  
> norma, tanto
> non ci sono procedure di contestazione del logo...

vedi sopra


> E il CNIPA che può fare? Mica può controllare (non è suo compito
> istituzionale, compito in caso della Presidenza del Consiglio dei  
> Ministri,
> Dipartimento Innovazione e Tecnologie), ma questi possono  
> verificare solo le
> P.A. centrali in quanto le P.A. locali si autoregolamentano il  
> monitoraggio
> dell'attuazione della legge. Come dire: caro CNIPA, mollami il  
> bollino e
> tanto non puoi verificarmi perché altrimenti crei un contenzioso
> istituzionale ai sensi dell'art. 117 della Costituzione.

Però sta cosa non mi torna...
Più volte abbiamo visto che i responsabili dei siti bollinati,
dicono:
Il cnipa ha controllato;
il cnipa ha verificato;
il cnipa ha richiesto delle modifiche ecc ecc.

Non ultimo, il sito xxx (non ricordo il nome, ma c'è stata una lunga  
discussione
sul forum Diodati) dove il webmaster confermava un controllo e delle  
richieste
di adeguamento da parte del Cnipa.

Ora, quello che mi chiedo:
son tutti pazzi e dichiarano cose non vere, oppure c'è qualcuno
che controlla per davvero?

Potrebbe anche essere un controllo superficiale,
anche perchè, credo, che il cnipa prima di dare l'ok si guardi almeno  
la home.

> Come si può leggere sopra, è stato completamente stravolto il  
> compito del
> bollino ossia di dar visibilità ai privati (non obbligati per legge)
> dell'applicazione delle norme di legge sui propri siti internet e  
> prodotti
> informatici.
>
> E se il nuovo Parlamento, i ministri e sottosegretari competenti  
> non danno
> segno di risposta, che dire: Amen.


Al limite... si aspetta 5 anni :)
Forse anche meno.


Silvia




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