R: [webaccessibile] La questione dei colori
Roberto Castaldo
r.castaldo a iol.it
Mar 18 Apr 2006 13:02:04 CEST
Simone:
Considerando quanto detto sopra, spesso non c'è solo la Legge da rispettare,
ma anche i desideri di un cliente, che può essere istituzionale come una
società privata, che vuole non solo rendere accessibile il suo sito ma anche
rispettare il suo schema di colori coerente con i logo e il rispettivo
marchio. In una determinata prospettiva non si può costringere una regione o
una società a cambiare i propri colori istituzionali! Dunque l'unica
soluzione plausibile e fattibile mi sembra effettivamente "fornire valide
alternative", non necessariamente con javascript ma anche gestite lato
server (a livello di sessione) o tramite cookie. Avete altre idee?
Roberto:
Finalmente si parla di problemi reali :-)
La considerazione di Simone ha un suo perché, è legittimo che il cliente
voglia armonizzare il sito al suo logo; quello che mi domando io è: è
indispensabile utilizzare sempre e soltanto i colori del logo che magari
"contrastano con le buone tecniche sul contrasto"? A cosa servono i
"creativi" allora?
E' evidente che - anche in questo caso - non esiste la parola magica e non
può esistere una risposta unica, buona per tutti i casi. E' altrettanto
chiaro però che se il grafico di turno o il cliente stesso partono dal
volere utilizzare per forza quei colori, allora si parte col piede
sbagliato.
Perché lo sviluppatore non prova mai a "fare l'utente" - come suggeriva
Marco Bertoni - e non inizia a pensare che il sito l'azienda lo deve fare
per l'utente? Pare una banalità, ma si sbatte sempre lì.
Non sarà un esempio lampante, ma mi pare di ricordare che TelecomItalia
spese una barca di danari allo scopo di togliere un'onda dal suo logo (prima
ne aveva quattro, ora tre) in quanto rimpicciolendolo si "impastava" tutto e
non si capiva più nulla.
Comunque l'ipotesi di fornire valide alternative non è affatto da buttar
via, sempre che:
1 - L'home page sia accessibile per conto suo, poi ben vengano altre skin
(CSS) a beneficio di particolari tipologie di utenti (altri CSS non certo
altre pagine, è chiaro)
2 - Non vi sia - come nei casi portati erroneamente ad esempio da Bisenzi -
l'uso esclusivo di Javascript che (in questo caso) finisce per penalizzare
laddove doveva portare aiuto.
3 - Soprattutto non vi sia il solito sport di voler leggere ed applicare le
norme "ad libitum", magari divertendosi a dar del matto allo sviluppatore
che sviluppa "ancora" per Explorer
Ciao, Roberto
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