[webaccessibile] Chi ha paura dei requisiti?

Marco Bertoni mbertoni a webaccessibile.org
Lun 17 Apr 2006 18:04:25 CEST


Vorrei scrivere due parole in merito ai famosi 22 requisiti.
Molte volte sono stati criticati e questo è per me sacrosanto: se ci sono dei problemi di applicazione è proprio la comunità degli sviluppatori che deve evidenziarli. Quello che non mi va è il "terrorismo" che nell'ultimo anno si è fatto da più parti sia attaccando, un po' goffamente a dire il vero, il gruppo di lavoro che li ha redatti sia diffondendo terribili notizie sulla loro presunta inapplicabilità. 

Buffe poi le analisi linguistiche volte alla scoperta della "virgola ultima" che avrebbe finalmente chiarito il "vero" significato del tale Requisito. Questo mi ricorda una scena dello splendido film Brian di Nazareth (Monty Python) in cui Brian, inseguito da un'orda di fedeli che lo scambiano per Cristo, all'improvviso perde un sandalo che viene subito raccolto dai fedeli per diventare la reliquia della novella setta del sandalo... che poi litigherà aspramente con quella della zucca caduta, convinte entrambe di essere le portatrici dell'unica verità... ben lontane, com'è ovvio, dal semplice buon senso.

Ad ogni seminario o consulenza che faccio sull'accessibilità mi scontro con i risultati di questo terrorismo: clienti (tecnici) che mi dicono "ma io ho letto che le larghezze dei box dimensionate in pixel sono proibite", "ma javascript non era proibito dalla legge?", "ma la legge non dice che devo usare gli em per tutte le misure?" ecc. ecc.

Ora sarebbe il caso di dire finalmente a gran voce che leggendo attentamente la legge e utilizzando il buon senso un tecnico di medie capacità può agevolmente applicare tutti i requisiti senza tante menate. Non serve un trattato di fisica nucleare per imparare ad accendere un cerino.
 
Nessuno mette in dubbio che ci siano dei problemi in alcuni dei requisiti: per esempio l'utilizzo di una unità di misura relativa per normare valori minimi oppure frasi di impossibile quantificazione come "chiaramente leggibile" ecc. Ma vi assicuro che né il CNIPA né il Primo Valutatore di Accessibilità [1] sono li a far le pulci ai siti per il gusto di bocciarli... evidentemente in situazioni ambigue sarà applicato un metodo valutativo a maglie più larghe...

Certo però che per uscire dal manierismo tecnico bisogna applicare *sempre* la legge pensandola nella sua *intenzione* e non cadere nella piccineria da bastian contrario del tecnocrate. Allora se ho dei dubbi mi devo chiedere in che modo il legislatore intendesse avvantaggiare un disabile con quel dato requisito. Con questa filosofia in mente vi assicuro che si lavora meglio e, soprattutto, si lavora per e non contro.

IMHO la maggior parte dei reqisiti è comunque abbastanza chiara da non avere bisogno di troppe interpretazioni. Esempi? Req. 6: c'è un algoritmo? Lo devo applicare anche se personalmente non sono d'accordo. Req. 12: posso fare layout in pixel? Certo, il requisito mica me lo vieta;  e di quanto lo si deve poter ingrandire il testo? Cheppalle... e basta che si possa ingrandire no? ecc. ecc... 

La natura di un decreto, infine, ne rende possibile il cambiamento in futuro. In questo senso il dibattito sui requisiti dovrebbe offrire soluzioni e non solo evidenziare problemi. In merito ai criticati autori dei requisiti, tralasciando le modifiche legali che in alcuni casi hanno reso il requisito ambiguo senza colpe da parte degli autori originali, sarebbe stupido chiedere a una norma e a chi la scrive di essere tecnicamente perfetta. 

Marco

[1] http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/Attivit%c3%a0/Elenco_valutatori_accessibilit%c3%a0/




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