R: [webaccessibile] Orizzonti perduti
Stefano Castelli
castelli a criad.unibo.it
Gio 13 Apr 2006 15:04:01 CEST
ciao,
ecco le opinabilissime opinioni di un clown:
<imho>
mi pare che - pur nell'indubbia infelicità dell'esposizione quantomeno
ambigua - Enrico Pasquale abbia toccato un paio di punti dolenti.
Innanzitutto, spiego cosa intendo per "esposizione quantomeno ambigua":
come rilevato da Roberto Castaldo e Marco, un articolo come quello in
apertura di thread, fortemente critico, seguito da una firma automatica
con le indicazioni della propria qualità di consulente per
l'accessibilità, mi lascia un po' perlepsso sulle motivazioni
dell'articolo.
Tuttavia, io preferisco pensare ad una distrazione implicante una caduta
di stile involontaria, e conseguente errore strategico, poiché così Enrico
ha esposto il fianco alle critiche (ovvie e comprensibili) che
implicitamente rimandano ad un italicissimo possibile conflitto di
interessi in campo. Detto altrimenti: pubblicità (non troppo) occulta.
Considerazioni che mi sento - ma solo a livello di stile, sia chiaro, in
quanto non conosco Enrico e non mi permetto di fargli i conti in tasca -
di non escludere.
Comunque, pur tra varie oscurità (più che falsità/inesattezze, a mio
parere) del dettato, il suo intervento ha avuto il merito di ritirare
fuori il problema del significato reale di "accesso all'informazione":
ormai mi pare che ci siamo persi tra l'acquisizione di legge & regolamento
(italica rassegnazione?), i vari "be strict to be cool", gli algoritmi
impossibili - ma resi con pochissima sagacia (se ne è già parlato della
genesi della redazione definitiva del regolamento stesso...) obbligatori -
ecc.
In questa situazione non mi pare faccia male che qualcuno ogni tanto
rimetta per iscritto le (tante) mancanze di una legge per altri termini
meritevole e necessaria.
Vorrei ricordare a tutti che criticare - anche fortemente - qualcosa non
significa remare contro. Solo cercare la realtà.
E se qualcuno si "impermalisce", beh, il dibattito è pubblico proprio a
garanzia che le voci di tutti siano ascoltabili (che poi siano
effettivamente ascoltate dipende molto dalle qualità oratoria del
singolo...)
Quindi bando agli indugi e pensiamo a quello che Enrico ha davvero scritto:
lo spunto dell'analisi è di certo infelice: un sito che, controllando con
webarchive, già il 2 ottobre 2002 era così come ora [1].
Per cui non penso possa essere usato per scopi relativi all'adeguamento
alla stanca, che non esiste e si vede...
Penso (e se è così l'errore è stato di non renderlo evidente) che
l'intento fosse di mostrare come anche un comune ricco, famoso, pieno di
iniziative, stia ancora aspettando fermo al palo per fare un restyling che
- di fatto - obbligherebbe alla conformità alla legge.
L'ipotesi allora potrebbe essere: "con il regolamento che ci ritroviamo,
te credo che quelli aspettano: sito pubblico e parte di gestione/redazione
tutte da adeguare, oscurità legislative, aria di martirio ogni volta che
si esce allo scoperto con un nuovo lavoro ecc, stai fresco che io aggiorno
il mio vecchio e scalcinato sito. Sai quel che lasci ma non sai quel che
trovi..."
E forse non ha tutti i torti.
Ancora, mi pare che sia corretto l'accenno alla questione su Sala Consilina
in quanto sito totalmente a norma Stanca. Mi pare che non ci sia da
scandalizzarsi, in una lista in cui spesso si punta il dito e si cerca il
movente occulto: una persona chiese esempi di sito totalmente a norma, e
l'unica risposta fu di Luca che indicò il proprio lavoro.
Da queste cose arguisco:
1. che c'è un po' di gente che poteva proporsi, e forse per prudenza,
forse per timore dell'ennesimo insulso battibecco, forse solo per stile
(una regola di bon ton impedirebbe di autoproporsi come best practice, ma
di lasciarlo fare agli altri...) non lo ha fatto.
2. visto che capita di continuo di sentirsi fare i conti in tasca su
dichiarazioni rilasciate in merito a propri lavori, e sentrsi poi anche
insinuare varie falsità presunte, non vedo il problema a rilevare
nell'affermazione una semplice completa autoreferenzialità.
Io non dubito che il comune sia a norma, ma se l'autore lo dichiara deve
dimostrarlo.
E siccome la parte pubblica del sito è solo uno dei 2 aspetti (peraltro il
più semplice) da realizzare, resta a chiunque voglia informarsi con
criterio la mancata dimostrazione dell'accessibilità a norma Stanca del
backoffice. Perché è su questa caratteristica che qui si punta, il
backoffice, altrimenti sarebbero decine i siti a norma stanca sul lato web
pubblico...
Mi si può certamente portare una demo online, ma visto che al momento sul
sito http://www.fruibile.it non è disponibile, quella di Luca risulta -
alla prova dei fatti - un'affermazione inverificata.
E se ad uno viene il dubbio e lo dice, che male c'è? E' stato fatto molto
spesso, e anche in termini ben peggiori e diffamatori di quelli che ho
letto io (lì c'è un dubbio, non una diffamazione...) nell'articolo di
Enrico.
Infine l'argomento pubblicità: in una lista che ha pure inventato il
simpatico tag <promo>, mi pare che bisogni semplicemente cercare di non
aver due pesi e due misure, come fa giustamente notare Matteo.
Perché in episodi ben peggiori e gratuiti avvenuti in passato Roberto
Castaldo, in qualità di moderatore della lista, non si è mai
scandalizzato.
Perché farlo ora?
<imho>
ciao
s.
ps: mi scuso se nel frattempo si sono accumulate cose, oppure ho ripetuto
voci di altri, ma il post mi ha preso un po'.
[1] http://web.archive.org/web/20021002222432/http://www.comune.firenze.it/
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