[webaccessibile] Orizzonti perduti

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Gio 13 Apr 2006 06:43:41 CEST


La legge Stanca vista da Firenze.

La homepage del Comune di Firenze <http://www.comune.firenze.it/> e' un 
raro ed efficace esempio di inaccessibilita' ed offre lo spunto per 
riflettere sull'impatto avuto dalla Legge Stanca. Le tre vie verso 
l'accessibilita' Web - ausili, codice standard ed interazione con 
l'utenza finale - sono illustrate per continuare a sperimentare 
l'accesso universale all'informazione su Web.

Articolo pubblicato su ilsecolodellarete.it <http://tinyurl.com/eturo>.


Un esempio da non seguire

La homepage del Comune di Firenze costituisce un buon esempio per 
riflettere sull'impatto avuto dalla legge (la cosiddetta *Legge Stanca*) 
che doveva segnare la svolta nella produzione di siti Web qualita' di 
tipo pubblico sia sotto il profilo dell'accessibilita' che dell'usabilita'.

Senza farne un'analisi troppo tecnica e' sufficiente esemplificare 
alcuni particolari per dimostrare che la sua applicazione, nel caso 
considerato si e' rivelata un totale insuccesso.

Tanto per cominciare, la pagina di ingresso al portale Web di una fra le 
citta' piu' famose del mondo anche per i suoi esempi di arte e civilta' 
e' rappresentata da una pagina fatta a cornici (frame) senza alternative 
testuali.
E gli stessi singoli frame contengono oggetti al proprio interno che non 
hanno alternative testuali, compreso per la sezione dedicata ai 
Cittadini con disabilita'!?!.

Per i non-addetti ai lavori dell'accessibilita' Web e' sufficiente 
ricordare che le alternative testuali sono fondamentali per le persone 
non vedenti le quali necessitano di etichette testuali per poter 
interpretare (tramite sintetizzatore audio o barra braille) quanto 
rappresentato a schermo. Gli esempi potrebbero continuare con la 
disamina tecnica degli ostacoli per le persone diversamente abili 
presenti su www.comune.firenze.it ma e' piu' importante sottolineare 
perche' l'impatto della Legge Stanca sia stato vicino allo zero e 
riflettere sulle ragioni di questo clamoroso insuccesso.

Risorse ed obiettivi

Le analisi sull'accessibilita' Web di un qualsiasi sito suonano sempre 
come impietose per il Webmaster che le deve subire, ma ad onor del vero 
- e per chi con il Web e' abituato a lavorarci e non solo a disquisirci 
accademicamente - bisogna ricordare come un prodotto (anche Web) e' 
sempre il risultato di una mediazione fra gli obiettivi del lavoro e le 
risorse messe a disposizione per il medesimo. Non esistono quindi siti 
Web fatti bene o male in assoluto ma esistono siti Web fatti al meglio o 
al peggio delle risorse a disposizione (anche sotto il profilo 
dell'accessibilita' Web).

Questa osservazione forse spiega come mai non siano state adottate da 
quasi nessun ente pubblico, o di pubblica utilita', i riferimenti 
tecnici della Legge Stanca.
Addirittura neanche gli stessi partiti politici che hanno sostenuto la 
Legge Stanca si sentono in dovere di adottarla, nessun partito lo fa, 
neanche Forza Italia che ospita al suo interno una dichiarazione di 
accessibiita' <http://www.forza-italia.it/accessibile.htm> che non ha 
nulla a che vedere con gli standard normativi italiani...

''Il portale del Movimento Politico Forza Italia e' stato progettato in 
modo da essere il piu' possibile conforme agli standard del consorzio 
W3C. La compatibilita' e' garantita con i browsers Netscape 6, Internet 
Explorer 5, Mozilla 1.5, Opera o superiori.''

Anche la Margherita Online, che, viceversa, si preoccupa di realizzare 
una versione accessibile del proprio sito 
<http://www.margheritaonline.it/wai>utilizza al suo interno alcune 
scritte rappresentate da banner grafici e non ingrandibili con le 
normali ozpioni dei browser piu' difusi (esigenza delle persone 
ipovedenti) mentre alcuni link che si aprono in nuove finestre 
rappresentano un ostacolo per le tecnologie assistive usate dai 
diversamente abili.

Insomma, gli stessi attori politici che da destra e da manca si sono 
spesi a gran voce sull'accessibilita' Web, non solo non recepiscono gli 
standard tanto faticosamente delineati ma neanche sono in grado di 
andare incontro alle esigenze base delle persone diversamente abili che 
vogliono accedere all'informazione sul Web.

Di cosa hanno bisogno le persone diversamente abili?

Forse qualche domanda facevano bene a porsela anche i legislatori, come 
invece se le pone il mondo anglosassone, ricco di casi di eccellenza (a 
cominciare dal portale della BBC <http://www.bbc.co.uk/accessibility/>).

In uno dei tanti sondaggi che periodicamente vengono svolti nel Regno 
Unito per cercare di capire cosa realmente le persone diversamente abili 
hanno bisogno di trovare (o di non trovare) sul Web emerge che le 
caratteristiche che agevolano la navigazione Web sono infatti:

- le alternative testuali e i link significativi (indispensabili per le 
persone non vedenti);
- le combinazioni di contrasti di colore efficaci (indispensabili per le 
persone ipovedenti);
- l'assenza di oggetti in movimento e di finestre pop-up, pagine 
accessibili da tastiera (indispensabili per le persone disabili motorie 
e che soffrono di epilessia);
- contenuti chiari, usabili e ben organizzati (esigenza di persone sorde 
e/o disabili cognitive).

Le persone diversamente abili possono essere aiutate nelle loro 
navigazioni Web cercando di realizzare codice Web standard, suggerendo 
gli ausili utili allo scopo, interagendo direttamente con chi realizza 
il sito al fine di trovare insieme delle soluzioni che riescono ad 
abbattere le barriere sul Web. Qualsiasi sia la strada scelta, in 
effetti non sono poi molte le esigenze delle persone diversamente abili 
e neanche troppo difficili da soddisfare sotto un profilo tecnico ma 
allora...

... perche' non e' stata applicata la Legge Stanca ?

Anche alla luce delle precedenti riflessioni la domanda sorge spontanea: 
perche' investire cosi' tanto politicamente e mediaticamente su una 
legge, su una problematica cosi' importante, per poi invece scoprire che 
la stessa Legge e la stessa iniziativa politica non hanno prodotto alcun 
beneficio di tipo pratico? Come puo' accadere che non se ne vedano gli 
effeti nemmeno su quei portali che dovrebbero essere casi di eccellenza?

I requisiti tecnici della Legge Stanca 
<http://www.pubbliaccesso.gov.it/normative/DM080705-A.htm> non solo 
appaiono criptici a chi non e' specialista del settore ma contengono 
delle direttive di difficile, quasi impossibile, interpretazione ed 
applicazione.

Esempio eclatante e' la strada scelta per definire i contrasti di colore 
efficaci da adottare su una pagina Web: un algoritmo del W3C (il World 
Wide Web Consortium), realizzato su un campione di utenza molto 
ristretto e non significativo rispetto alla problematica trattata 
(utenza di monitor televisivi e non rappresentante le principali 
disfunzioni visive) viene acriticamente adottato per definire quali sono 
i colori sicuri da adottare.

Provate Voi ad adottare la formula che verifica le differenze di 
luminosita' e di colore tra il testo e lo sfondo secondo i seguenti 
algoritmi:

1) differenza di luminosita': calcolo della luminosita' dei colori di 
testo e di sfondo con la formula: ((Rosso X 299) + (Verde X 587) + (Blu 
X 114)) / 1000, in cui Rosso, Verde e Blu sono i valori decimali dei 
colori; il risultato deve essere non inferiore a 125.

2) differenza di colore: calcolo della differenza di colore con la 
formula[Max (Rosso1, Rosso2) - Min (Rosso1, Rosso2)] + [Max (Verde1, 
Verde2) - Min (Verde1, Verde2)] + [Max (Blu1, Blu2) — Min (Blu1, Blu2)], 
in cui Rosso, Verde e Blu sono i valori decimali dei colori e Max e Min 
il valore massimo e minimo tra i due presi in considerazione; il 
risultato deve essere non inferiore a 500.

Fatelo senza avere a disposizione nessun validatore ufficiale che 
automatizzi il procedimento per poi scoprire dalla comunita' scientifica 
nazionale ed internazionale che il suddetto algoritmo non vale nulla e 
che in effetti vi costringe a bocciare sulla vostra pagina Web dei 
contrasti che ad occhio vi sembravano efficaci e ne promuove altri che 
sempre apparentemente sembrano tuttaltro che utili per l'utenza ipovedente.

Infatti gli algoritmi proposti dalle espressioni matematiche di cui 
sopra tendono – quantunque erroneamente – a ricercare un'impossibile 
soluzione ottimale per tutti i difetti di vista, quando e' arcinoto il 
fatto che le persone con difetti di vista ed ipovedenti hanno esigenze 
tanto articolare chealcuni siti specializzati in materia - il portale 
dell'Inail Superabile <http://www.superabile.it> o l'Ospedale di Cefalu' 
<http://www.hsrgiglio.it/it/accessibile/index.jsp> - offrono 
opportunamente diverse scelte di contrasto.

Completano il quadro - infelice - di questi esempi l'adozione di 
standard e grammatiche formali molto esigenti ed inutili a fini pratici, 
nonche' definizioni molto ambigue che lasciano spazio 
all'interpretazione su aspetti importanti quali il ridimensionamento di 
caratteri e dello schermo.

Inadeguatezza tecnica

Se chi ha fatto la legge ha avuto il merito di affrontare il problema 
chi ha poi dettagliato tecnicamente l'applicazione della Legge non e' 
stato sicuramente all'altezza della situazione.

Gli enti che se ne sono occupati devono sicuramente qualche 
giustificazione per questo stato di cose: non solo in merito ai bizzarri 
requisiti tecnici delineati ma anche alla mancanza di validatori 
automatici che potevano essere realizzati con poco sforzo e venire 
incontro alle esigenze operative di chi con il Web ci lavora (vedi caso 
algoritmo dei colori sopracitato).
Ma che dire della mancanza di esempi ed indicazioni pratiche che sul 
sito specificatemente creato per questo (www.pubbliaccesso.gov.it)? 
Eppure essi potevano essere realizzati con pochissimo sforzo e rendere 
cosi' la vita un po' meno difficile a chi si poneva il problema di 
realizzare siti Web accessibili a norma.

Non e' stato fatto, eppure nel sito viene segnalato il Portale dell'Arma 
dei Carabinieri come primo caso di applicazione della Legge Stanca... ma 
senza spiegare come possono piu' scorciatoie da tastiera con lo stesso 
contenuto puntare a pagine diverse (tanto per restare nel campo degli 
esempi...).

Orizzonti (economici) perduti

Il risultato di queste politiche e' sotto gli occhi tutti: quasi nessuno 
decide di adottare la normativa italiana sull'accessibilita' Web perche' 
costa troppo cercare di capire cosa applicare e come. In mancanza di 
indicazioni chiare, in assenza di strumenti e manualistica di supporto 
si decide nella migliore delle ipotesi di fare delle versioni 
accessibili fra mille difficolta' e sprechi di risorse umane ed 
economiche - al fine di cercare di soddisfare requisiti tecnici ne' 
chiari ne' utili ai fini pratici.

Nella famosa mailing list Webaccessibile 
<http://itlists.org/mailman/listinfo/webaccessibile/> risuona nel vuoto 
l'appello di un partecipante che chiede quale possa essere considerato 
un sito Web della PA conforme alla legge Stanca eccetto che per 
l'esempio portato (non si sa quanto a ragion veduta) del Comune di Sala 
Consilina...: allo stato attuale e' innegabile che la stragande maggior 
parte dei siti Italiani della Pubblica Amministrazione e di pubblica 
utilita' rinuncia ad adottare la Legge Stanca e quello che poteva essere 
un occasione di lavoro per molti si traduce in un costo.

Sconfitta culturale

Ma non e' il flop economico l'aspetto piu' negativo dell'intera vicenda.
Indicando poche ma indispensabili linee guida per rendere i siti 
accessibili si poteva migliorare per tutti la qualita' dei siti Web. 
Grazie all'esigenza delle persone diversamente abili si potevano rendere 
i nostri siti maggiormente visibili ai motori di ricerca, aumentarne 
l'usabilita' e la rintracciabilita', renderli piu' facili da utilizzare.

In poche parole si poteva scoprire come abbattere delle barriere per 
qualcuno voleva significare rendere la vita migliore a tutti (un po' 
come e' successo per l'abbattimento delle brarriere architettoniche – 
dove avvenuto – nella vita reale).

La maggiore partecipazione persone diversamente abili consentita 
dall'abbattimento di queste bariere avrebbe arricchito la nostra 
quotidianita' anche sul Web.

Non e' stato cosi' e le esigenze della persona diversamente abile sono 
state vissute come l'ennesimo problema da gestire per chi doveva porsi 
il problema a titolo professionale.

Dalle ceneri ancora calde di questa pesante sconfitta culturale sara' 
possibile affrontare domani questa problematica in termini diversi?

P.S.
Qualora le analisi dei siti Web in oggetto non corrispondano all'attuale 
esposizione grafica degli stessi siti si invita a prendere in 
considerazione per la verifica della correttezza scientifica delle tesi 
esposte il noto portale internazionale denominato WayBackMachine 
<http://www.archive.org/web/web.php> che tiene in memoria le versioni 
datate delle principali pagine Web pubblicate su Internet.

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