Rif: [webaccessibile] Ancora sulla legge Stanca

Maurizio Boscarol maurizio a usabile.it
Lun 2 Maggio 2005 18:25:41 CEST


Sebastiano.Nutarelli a csi.it wrote:

>http://webnews.html.it/focus/478.htm
>
>Ciao a tutti,
>
>Roberto
>
>Sebastiano Nutarelli:
>Maurizio (Boscarol), sembri ora convinto del connubio 4/2004 - Codice PA
>Digitale, se non ricordo male eri un pò scettico...
>Bene.. :)
>


Ciao! Be', non credo sia un bignami, ma un punto di vista che tenta di
essere realistico e di tener conto di tanti fattori. In realtà mi è
stato chiesto un parere complessivo (credevo assieme ad altri, ma alla
fine è rimasto l'unico), e diciamo che è stato riportato/riassunto
quanto avevo detto in maniera tutto sommato fedele. Soprattutto mi
sembra corretta la cautela con cui l'autore trae una sintesi, che è la
stessa cautela che avevo espresso anch'io. Al momento ci sono dei
meccanismi che si possono ipotizzare, ma di cui non si può essere certi.

Ciò che ho tentato di sottolineare nel commento era stato che, al di là
di tutte le considerazioni che si possono fare, non c'è dubbio che
l'effetto delle normative sull'accessibilità andranno a regime nel
tempo, per effetto proprio dei paletti che mettono. La legge Stanca si
applica ai contratti, e questo lascia fuori una serie di casi. Non
impone accessibilità "tutto e subito", ma nel momento in cui i contratti
si rifaranno o rinnoveranno, bisognerà in qualche modo tenerne conto.
Potrebbero volerci anche molti mesi, però: non è detto che si
rinnoveranno subito, i contratti. Né che non ci potranno essere
eccezioni motivate. Come ho detto, lungi dall'essere un problema,
secondo me questa possibile dilazione dei tempi è in realtà un
meccanismo di garanzia per chi lavora, che consente di avvicinarsi alla
materia in maniera graduale, come è necessario in contesti lavorativi
complessi. Dunque, quando gli enti avranno capito bene cosa/come fare,
potranno stabilire i tempi per farlo. Questo è positivo, anche se
nell'immediato potrebbe comportare un rallentamento delle attività, il
che in un mercato immaturo e in crisi è sempre un fatto non positivo,
che un po' mi preoccupa.

Secondo, il codice dell'amm. dig. estende degli obblighi anche alle
situazioni in cui i siti siano sviluppati all'interno, ma dà anche in
quel caso dei tempi di attuazione che mi sembrano comodi, o comunque
realistici. In ogni caso si applica anzitutto alle amm. centrali.
Lasciando cioè inizialmente fuori dalla morsa enti più piccoli (come
scuole o enti locali) che magari hanno budget ridotti e davvero si fanno
il sito in casa... Ciò è positivo, perché mandando avanti chi ha budget
più grandi, è possibile vedere come si sviluppano le best practice e
come maturano eventualmente i prodotti di gestione dei contenuti.

Insomma, paradossalmente, l'aspetto che mi piace di più è proprio il
fatto che, a dispetto delle scadenze in cui entrano effettivamente in
vigore le norme, ci saranno dei tempi complessivi di implementazione
scaglionati, che consentiranno un'adeguamento abbastanza morbido dei
siti. Mi stupirei molto se tra un anno avessimo molti siti accessibili.
Trovo più realistico pensare che cominceremo a vederne qualcuno, e che
nel giro di due-quattro anni una buona percentuale dei siti sarà più
accessibile (magari non perfetta) e nel frattempo saranno maturati
strumenti di gestione che consentiranno anche ad altri enti più piccoli
di approcciare il problema.

Senza traumi, insomma.

Questo è quanto io leggo nelle norme, anche se forse non è lo stesso che
vi leggono altri. Può pure darsi che mi sbagli, ma, anche conoscendo la
capacità italica di dilazionare le cose, mi sembra uno scenario realistico.

Mi sembra molto meno bello il meccanismo dei valutatori, degli obblighi
improvvisi sul codice, dell'obbligo di acquisto di certi strumenti, le
ambiguità sulla verifica soggettiva, e così via. E mi sembra molto
irrealistica l'idea che qualcuno finirà mai davanti alla corte dei
conti. Cioè, potrà pure capitare, ma saranno eccezioni, gente che
probabilmente non ha la necessaria esperienza per occupare il posto che
occupa. Mi sembra più uno spauracchio perché, tanto, qualche tipo di
sanzione bisogna pur prevederla, ma non mi pare nello spirito della
legge un intento punitivo. Tutto sommato è un bene: non credo che gli
standard e l'accessibilità si possano imporre in maniera brutale. Credo
di più in un percorso culturale che leghi divulgazione, formazione e
buoni esempi che possono venir eventualmente migliorati con
l'esperienza. Mi piacerebbe, come ho già detto, che ci fosse anche della
ricerca. Vedremo.

Non sono un apocalittico, in questo caso: credo che effettivamente
vedremo tra qualche tempo siti più accessibili. Ma credo che vedremo
anche parecchie eccezioni ed enti che troveranno cavilli e
giustificazioni per non farli. Di tutto un po', insomma, come per tutte
le leggi in Italia... ;-)

Diciamo che credo molto nella volontà di alcuni dirigenti della PA di
fare un buon lavoro: la legge gli darà un argomento in più per farlo e
giustificarlo. Di dirigenti così ce ne sono, e sono una ricchezza per la
PA. Sinceramente credo che saranno i lavori voluti da loro a costituire
un volano anche per gli altri. Non credo alla qualità imposta, ma al
fatto che per imitare cose buone fatte da alcuni, anche chi non era
particolarmente convinto o informato si metterà ad interessarsi alla
cosa e a voler fare un lavoro paragonabile.

Ciao!

M-




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