[webaccessibile] Legge Stanca e oggetti ludici intrinsecamente inaccessibili

Andrea Martines andrea.martines a gmail.com
Sab 26 Feb 2005 11:33:40 CET


Più volte sono stati riferiti qui casi di oggetti web "intrinsecamente
inaccessibili". Però si stava ragionando in astratto. Io dovrei invece
riferire ad un cliente (rientrante nei soggetti sottoposti alla legge)
come comportarsi in concreto in queste situazioni.
Poniamo il caso allora di un gioco tipo "scopri le 21 differenze"
della settimana enigmistica: si basa sulla percezione visiva, senza la
quale il gioco non ha senso. Essendo una applicazione ludica, produce
solo informazioni autoreferenziali, cioè riguardanti il gioco stesso.
Non comporta quindi perdita di informazioni per gli utenti non
vedenti.
Prevengo l'obiezione: le applicazioni ludiche sono connesse alle
attività di questo soggetto, quindi la domanda "perché un soggetto PA
dovrebbe voler mettere online una cosa del genere?" non ha senso in
questo caso specifico. Prendete per dato di fatto che un ente possa
avere esigenze di rendere disponibili alcune applicazioni
"intrinsecamente inaccessibili" come questa.
La domanda è: cosa impone la legge Stanca in questo caso?
Finora ho visto solo risposte basate sul buon senso, che consentirebbe
di proporre applicazioni del genere: perché mai 99 vedenti non
dovrebbero poter giocare a questo gioco solo per l'esistenza di 1 non
vedente che non può farlo? Si tratterebbe di discriminazione al
contrario!
Ma ciò come si traduce nella legge? Quali sono gli appigli e le
tecniche cui posso far riferimento per evitare obiezioni alla
realizzazione di questo oggetto?
Ciao e grazie.
Andrea Martines



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