Re: [webaccessibile] Accessibilità: riflessione

Gabriele Bartolini angusgb a tin.it
Gio 28 Ott 2004 10:02:14 CEST


Ciao,

>La polemica che avevo sollevato non intendeva criticare alcun singolo 
>webmaster, sviluppatore o chi per essi.

Capisco. E' semplicemente una constatazione, pienamente condivisibile.

>E' chiaro che dopo anni di pratica ed esperienza andare a ripensare il

>proprio modo non solo di creare, ma anche di "pensare" siti sia un passaggio
>abbastanza traumatico che richiede un certo periodo di adattamento.

Credo sia così per quasi tutte le professioni. Un elettricista ad esempio
deve attenersi alla legislazione e "certificare" gli impianti (e tra l'altro
risponderne penalmente e civilmente). Allo stesso modo (tuttavia con le
dovute proporzioni) credo che un professionista del Web debba attenersi
alla legislazione vigente in materia (fortunatamente!).

>Io lavoro per una Università, che dovrebbe essere l'Ente Pubblico dedito

Anche nei talk sul software libero a cui saltuariamente partecipo, ho sempre
espresso come l'essere soggetti attivi da parte di Enti pubblici sia un
fattore fondamentale nel processo di crescita della comunità open-source,
ricevendo tra l'altro diverse critiche da parte degli hacker (nel senso
buono) più convinti.

Credo che la qualità nel software libero non possa prescindere dalla remunerazione
degli sviluppatori o da altre forme di supporto attivo. La passività vista
negli ultimi anni nel settore della pubblica amministrazione e la mancanza
di collaborazione attiva fra enti all'interno della realtà italiana ed europea
è deprimente. Si continua a sviluppare magari internamente soluzioni closed
per poi buttarle via dopo qualche anno perché obsolote e perché la manutenzione
interna è troppo onerosa, quando il sistema open-source dimostra che l'esternalizzazione
dei servizi di manutenzione e di testing è estremamente vantaggiosa e funzionante.

Il mio punto di vista è che per troppo tempo tutti abbiamo vissuto da parassiti
nei confronti della comunità open-source, attingendo continuamente senza
produrre molto e "sfruttando" l'ottimo lavoro e il tempo dedicato da gente
con una profonda passione per il software libero.

Viviamo nel momento in cui è di moda affermare "software libero" è bello,
però se vogliamo davvero ottenere gli scopi desiderati dobbiamo a mio modesto
parere cambiare mentalità e approccio nei confronti di esso. Diventare sempre
più soggetti attivi e meno "parassiti".

>La mia conlusione è che la comunità opensource si stia concentrando, come
>
>dire, su una miriade di "prodotti dilettantistici", giocando a rimpiattino
>a 
>chi offre i templates più belli, piuttosto che unire le proprie forze per
>
>creare un prodotto semplice e potente, sicuro e scalabile, allo stesso
tempo
>
>user friendly per l'utente e modulare per l'amministratore.

Purtroppo non ti stai sbagliando. Ma ricordati ... la comunità open-source
siamo tutti noi.

Ciao ciao,
-Gabriele




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