Re: Rif: [webaccessibile] Dalla sintesi del rapporto ' città digitali'

castelli a criad.unibo.it castelli a criad.unibo.it
Ven 1 Ott 2004 16:51:57 CEST


ciao,

Sebastiano:
> Test con disabili dimostrano che è una vera noia per loro il
> cambio di lingua ogni volta, sostanzialmente che preferiscono non ci sia
> perchè Jaws e altri vocali si fermano per una decina di sec per settare
> la lingua [...]

Ste:
posso in parte confermare e specificare la faccenda:

1. il cambio di lingua è delicato per alcuni motivi:
   A. non tutte le parole sono chiaramente attribuibili ad una lingua o
all'altra, specie sul web: "link" e "web" stesso sono italiano o no
nella percezione generale dell'utenza (ovviamente i riferimenti al
dizionario sono tardivi e comunque una mera "pezza" alla sostanziale
arbitrarietà di tale decisione nel caso di alcuni termini di largo
uso)?
   B. anche parole chiaramente straniere, sono comunque di fatto preferite
nell'italiano storpiato (che è comunque l'esperienza-tipo del non
vedente con lo screen reader) o in una bella, fluente ed
incomprensibile pronuncia originale? nell'esempio principe
dell'inglese, "newsletter" meglio in un modo o nell'altro - specie
pensando a chi l'inglese lo mastica pochino?
   C.  provocazione: e il cambio di lingua per un eventuale testo in
latino? pronuncia classica o ecclesiastica? la prima prevede il
caricamento di un file di pronuncia ad hoc, la seconda è quasi identica
all'italiano e di fatto non necessita di variazioni. come decidere?
   D. la percezione deriva in massima parte dall'abitudine: lungi da me
l'idea del "lasciamo tutto com'è" (e infatti io segnalo - ma solo dove
ritengo opportuno - i cambi di lingua nel codice); tuttavia, bisogna
considerare tutti gli elementi in campo: e penso che il lato
abitudine/percezione generale degli utenti sia (in parte per ovvie e
giuste ragioni "generalizzatrici") lasciato troppo in disparte dalle
formulazioni wcag. Mi pare molto più sensata la formulazione proposta
dal regolamento tecnico. più elastica.

2. jaws dalla versione 4.51 - se non erro - e solo da quella gestisce i
cambi di lingua: rispetto al parco di versioni installate, quanti hanno le
ultime due? di certo non pochi, vista la politica di freedomscientific di
includere due aggiornamenti gratis ad ogni licenza... ma quanti? abbiamo
dei dati? io non ne sono a conoscenza. ma comunque si può progettare già
oggi per il prossimo futuro... inoltre, altra nota positiva, la versione 5
di jaws, che uso per testare i siti prodotti, manifesta solo una piccola
esitazione nel cambio (meno di un secondo, appena avvertibile), mentre la
4.51 è un po' più lenta, fastidioso sì, ma nulla di drammatico (2-3 di
secondi).

Sebastiano:
> Detto ciò, le linee guida non dicono che si può scegliere,
> però...accessibilità reale?

Ste:
io sono per l'"accessibilità reale" - anzi, lo avevo un po' seriamente e
un po' scherzosamente proposto come slogan in lista qualche tempo fa, per
rendere chiaro il fatto che spesso si pontifica sui massimi sistemi
dimenticando la best practise vera e le esigenze VERE degli interessati.

DOMANDA APERTA A TUTTI: ma qualcuno ha a disposizione dati (un minimo
consistenti e recenti, quindi affidabili) sulle reali esigenze e
preferenze degli utenti rispetto ai siti web, con ovvia preferenza su
utenti con disabilità - magari con suddivisioni ed esigenze specifiche in
base alle diverse disabilità?
questo credo sarebbe il primo vero punto d'appoggio per prendere decisioni
sensate...

resta il fatto che le linee guida sono un regolamento che se si decide di
seguire dice: "segnala i cambi di lingua".

ciao





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