R: R: [webaccessibile] mister irriverent - il ritorno

Michele Diodati michele a diodati.org
Mer 24 Mar 2004 12:12:04 CET


Roberto C.:
Ciò significa due cose, in buona sostanza, e so che la pensi come me:

Michele:
Non del tutto... :-)

Roberto C.:
1 - Continua a prevalere il modus operandi secondo cui l'utente è
controparte da "fregare" in qualche modo: non si spiegherebbe altrimenti la
creazione di un layout che a me sembra porre al centro della sua
attenzione... gli sponsor.

Michele:
Trattandosi di un sito commerciale e non del sito di un ministero,
credo che sia anche una scelta lecita privilegiare gli sponsor, se
sono poi quelli che pagano. Da utente completamente disinteressato
alla pubblicità mi piacerebbe che i banner fossero del tutto eliminati
dal web, però non credo si possa condannare chi fa un'attività
commerciale, per il fatto che cerchi di incrementare come può
gli incassi. Se all'utente non piace la politica di Virgilio con i
banner, può sempre usare un altro portale... ammesso che ne trovi
qualcuno con meno pubblicità ;-)

Roberto C.:
2 - C'è un'enormità di lavoro da fare, ad ogni livello, per "spingere" gli
standard del Web - non soltanto l'accessibilità - nell'ottica della
creazione di siti/portali/applicazioni di "qualità", in cui buoni contenuti
vengano inseriti in layout usabili ed accessibili... A dirla tante volte
potrebbe sembrare una banalità, ma i fatti mostrano che non lo è affatto.

Michele:
C'è un grosso ostacolo alla diffusione dell'abitudine di scrivere
codice conforme alle specifiche (X)HTML: il fatto che i browser in uso
riproducono ugualmente, sia pure con differenze, le pagine non
conformi (come la home di Virgilio che, per esempio, non dichiara la
DTD).

Se di colpo succedesse che nessuna pagina viene visualizzata da un
browser se non è a 0 errori di codice, allora sì che diventerebbe
*praticamente* importante il rispetto assoluto della conformità (come
avviene per XML).

Fino a quel momento, il nostro insistere sul rispetto delle
grammatiche formali, per quanto apprezzabile, rischia di apparire a
molti come una sorta di integralismo teorico dagli scarsi effetti
pratici. E probabilmente non è neppure auspicabile che degli ipotetici
browser conformi del futuro blocchino tutte le pagine con errori di
codice. Ciò costringerebbe tutti, dal bambino di 5 anni al pensionato
ultraottantenne, a conoscere perfettamente HTML per poter pubblicare
una semplice pagina web, a meno di non disporre di software intelligentissimi,
in grado di correggere automaticamente tutti gli errori di codice generati
inconsapevolmente dagli autori.

Per quanto riguarda l'usabilità e l'accessibilità sono d'accordo con
te: c'è davvero tanto lavoro da fare, per far sorgere una
coscienza più ampia e generale della necessità di fare pagine web in
assoluto più fruibili di quelle attuali.

Ciao,
Michele





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