R: [webaccessibile] mister irriverent - il ritorno

Michele Diodati michele a diodati.org
Mar 23 Mar 2004 21:02:16 CET


Maurizio:
Ancora una volta, Michele, siamo nel campo dei fraintendimenti: non ho
demonizzato i contenuti dell'e-book e mi guardo bene dal farlo.

Michele:
Sarà, ma hai ripreso le parole di Roberto Castaldo ("E poi mica sono tanto convinto che le idee e la loro bontà si misurino dal
rifiuto dei professionisti del settore"), che si riferivano
al mio commento sull'opuscolo, e ne hai fatto la premessa per
affermare qualcosa che ha senso solo in rapporto appunto a quanto si
sostiene nell'opuscolo in questione, a proposito della resistenza alle
nuove idee. Ci ho visto insomma - magari sbagliando, per carità - un modo
per dire tra le righe: "Michele, Landucci non ha capito niente e tu
appresso a lui!"

E poi, perché "ancora una volta"? Quando ti ho frainteso prima? :-))

Tra l'altro, anch'io mi ritengo frainteso. Non ho mai voluto
sostenere che il rifiuto di qualche idea, nuova o non nuova, da parte dei professionisti
di un qualsiasi settore sia sempre ingiustificato. Anzi: quasi
sempre è giustificato, perché conoscere una materia permette appunto
di capire nella maggior parte dei casi se un'idea è valida oppure no.

L'unica cosa che volevo sostenere, a proposito di questo orami famoso
scritto di Landucci, è che l'attacco portatogli da Roberto Castaldo ("L'ho appena finito di sfogliare... leggerlo forse è dir troppo...
Devo confessare che mi fa una certa pena, nel senso che
"maches'addaf'pe'campa'", povero "irriverente"!!!"), mi sembrava
ingeneroso, nel senso che - leggendo il testo - qualche qualità,
almeno nello stile espositivo, nel modo di portare avanti la propria
idea, ce l'ha (opinione personale, naturalmente).

Che poi sia una cosa nata per giustificare il lavoro fatto con
Virgilio, per nascondere le magagne di quella reimpaginazione, per
vendere come un trionfo della creatività un'idea tutto sommato
discutibile, per dimostrare al mondo che lui è un genio e gli altri no, be', siamo d'accordo. L'avevo capito persino io...

Maurizio:
questa cosa con la storia dell'uovo. Mi aspettavo una discussione su questo,
non su una "demonizzazione" che non ho fatto... ;-)

Michele:
Non era mia intenzione mettermi in quella discussione. Ripeto: volevo
solo rimarcare un giudizio di Roberto che mi sembrava eccessivo.

Maurizio:
Circa i luoghi comuni, è vero che i concetti davvero innovativi hanno molte
volte scatenato resistenze da parte dello status quo. Ma questo non si
applica all'inconrrario: non è vero che i concetti che scatenano resistenze
siano perciò innovativi... è un ribaltamento del nesso causale, è un luogo
comune, ed è falso. ;-)

Michele:
Non ho mai sostenuto il contrario! La questione non è mai stata -
almeno per me - se l'uovo sia una straordinaria idea creativa
fraintesa da tutti oppure una cosa banale che si cerca di vendere per
oro, ma se il testo di quell'opuscolo - a parte la natura evidentemente
pubblicitaria ed autocelebrativa - sia da buttare via o se ci
sia, quanto meno nello stile e nella concezione generale, qualcosa di
accettabile. A me per questo, e *solo* per questo, è parso addirittura
simpatico e gradevole da leggere. Pensa un po'...

Ciao,
Michele




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