[webaccessibile] Gli standard web sono inutili (dasoli)

Gianluca Troiani g.troiani a constile.org
Mer 17 Mar 2004 10:54:29 CET


Emanuele:
secondo me, al di là dell'articolo di Volpon che ho postato (mea culpa ;-)
),
alcuni qui pro quo sull'argomento "Standard calati nella realtà
industriale" nascono da
due diversi punti di vista di due tipolgie di soggetti che si occupano di
evangelizzare
gli standard web:
1. quello del consulente (Boscarol ad es.) che tra l'altro dice: "io faccio
il mio lavoro
e cerco di farlo al meglio, poi è il cliente che decide cosa farne".
Giustissimo.


Gianluca T.:
Porto la mia modesta opinione e un caso pratico.

Come Boscarol ho fatto consulenze e come codificatore mi sono trovato a
realizzare template XHTML+CSS adatti a *consentire* la realizzazione di
pagine web standard e accessibili da parte dei curatori del sito definitivo.

Prendiamo il sito web del Comune di Torino [1]. Io ho fornito alcuni
template e questi sono stati implementati ed incorporati nel CMS da diversi
mesi. Non so quale CMS adottino, non me ne hanno mai parlato né me ne sono
mai interesato. Mi sono stati richiesti template XHTML+CSS con pagine
strutturate il meglio possibile per browser vocali, lynx eccetera e questo
ho fornito. A distanza di mesi, le pagine prodotte (ho verificato solo
l'home e poche altre pagine, ma è il principio che conta) sono ancora
valide. Non so come questo risultato sia raggiunto, né è mio compito
occuparmene.

Come giustamente è stato più volte ricordato, la pagina web è il risultato
di diversi processi a monte del codice inviato al client, ma i diversi
processi competono a diverse persone, ognuno *deve* svolgere al meglio il
proprio compito.
Io sviluppo il template come da specifiche, chi cura il CMS deve, se
necessario, adattare lo strumento per produrre codice valido, i redattori
non devono usare <strong> al posto di <h3> e così via.

Cosa dovrei fare, rinunciare a fornire un'interfaccia con codice standard
perché qualche redattore potrebbe commettere un errore ed invalidare alcune
pagine? Se aspettassimo che tutti siano pronti contemporaneamente (template
per l'output, cms, dati memorizzati nel database), l'evoluzione non avrebbe
mai inizio.


Emanuele:
2. quello del "consulente interno" all'azienda (il mio, purtroppo più
difficile per certi
versi, visto che vale sempre la regola nemo propheta in patria) che
occupandosi di certe
tematiche lato client si trova spesso tra due fuochi:
- all'interno lottare per far adottare gli standard in progetti complessi
che non possono
ridurre il tutto ad un'elaborazione lato client, ma che richiedono pesanti
investimenti in
tecnologia, formazione e soprattutto un cambio di mentalità da parte del
management;

Gianluca T.:
Hai perfettamente ragione.

Emanuele:
- all'esterno poi ci si trova a beccarsi le critiche sarcastiche di chi,
senza conoscere
la complessità di ciò che si trova a back-end, si erge a giudice
inflessibile della
standardizzazione e conta gli errori generati da Bobby sulle tue pagine,
senza sapere, che
per fare un test di accessibilità con disabili stai conducendo una guerra
interna
all'ultimo sangue...

Gianluca T.:
Spesso, in questa lista, molti sono stati gli "attacchi" di questo tipo
(che condivido solo in parte), ma sono sempre stati indirizzati a chi
esponeva bollini di validazione senza averne alcun diritto.

----
[1] http://www.comune.torino.it/

Saluti

--
Gianluca Troiani

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