[webaccessibile] Gli standard web sono inutili (da soli)

Michele Diodati michele a diodati.org
Mar 16 Mar 2004 17:36:54 CET


Il 16/03/2004 alle 17.13 Michele Kirchner ha scritto:

> Ho letto l'articolo di Volponi, ed i vari interventi su questa mailing
> list, in particolare quello di Michele Diodati.

> Le cose dette sia nell'articolo che nel commento di Michele sono
> corrette, ma il tono mi sembra un po' minimalista.

> Se capisco correttamente dicono:
> "Va bene i vari standard, ma se seguirli e` troppo costoso e` meglio
> fare un sito di qualche tipo, piuttosto che fermarsi e cercare di
> seguire gli standard".

> A mio parere, se ci sono degli standard e c'e` la possibilita` di
> seguirli, tali standard vanno seguiti. E chi non li segue dimostra
> scarsa considerazione nei confronti degli utenti.

Non sono d'accordo con la tua sintesi del succo che si ricava dalle
cose che ho detto nei precedenti interventi. Non ho mai scritto che
sia meglio in certi casi non seguire gli standard. E' nel mio modo di
lavorare cercare di seguirli sempre. Tanto per fare un
esempio, se so che 'topmargin' e 'leftmargin' nel BODY non sono
standard, non li metterò nel mio codice solo perché vanno all'interno di un
sito che per altri versi non rispetta la sintassi di HTML.

Ho scritto piuttosto - e senza pretesa di giustificare chicchessia o di
tendere al minimalismo - che ci sono realtà aziendali in cui cambiare
la gestione del codice in modo che da 'farlocca' diventi priva di
errori costa molti soldi, molto tempo, molta formazione. Non ho detto
che non valga la pena di investire in sviluppo di codice corretto e formazione. Ho detto
che, per le più svariate ragioni, ciò raramente avviene. Spesso non
c'è una sola testa pensante a capo di un progetto, ma molte redazioni
che si interfacciano, ognuna con competenze parziali, ognuna col
diritto di dire la sua. In un simile contesto, per quanto io abbia
fatto quello che era in mio potere per sensibilizzare al rispetto
degli standard e di una maggiore accessibilità, ho ottenuto alla fine
una pagina con "solo" 268 errori di codice, come ha riportato in un
precedente messaggio Michele Costabile. Del resto, già il fatto che mi
abbiano chiamato come consulente esterno per uno sviluppo più standard
e più accessibile, dimostra che una certa attenzione al problema
esiste.

Non sono certo a favore di pagine con codice
raffazzonato, ma i desideri si scontrano con realtà complesse,
che spesso non è possibile modificare se non sul lungo periodo. E ti
assicuro, parlando per esempio della RAI, che la sensibilità che c'è
oggi verso l'accessibilità è di gran lunga maggiore di quella che
c'era nel 2000, quando mi hanno chiamato la prima volta ed ho
cominciato a rompere le scatole pesantemente su questo argomento. E
tuttavia i risultati concreti, in termini di accessibilità, sono
ancora scarsi.

> Per cui non facciamo propaganda minimalista, non in questa sede, per
> lo meno. Cerchiamo invece di fornire soluzioni adatte, in modo da non
> ripetere gli errori del passato.

Soluzioni universali non ne esistono. Io ho fornito al mio committente
codice senza errori e indicazioni su come generare codice conforme ad XHTML.
Purtroppo, per le ragioni più disparate, la validità del codice delle
bozze si è perduta per strada.

> Se si fa strada la cultura dei siti Web usabili ed accessibili, e`
> facile che molti li seguano.

Penso che il lavoro fatto negli ultimi anni con il mio sito, stia a dimostrare da che
parte sto.

Ciao,
Michele




Maggiori informazioni sulla lista webaccessibile