[webaccessibile] Gli standard web sono inutili (da soli)

Michele Diodati michele a diodati.org
Mar 16 Mar 2004 12:24:27 CET


Il 16/03/2004 alle 12.02 Emanuele Calo' ha scritto:

> La soluzione?
> IMHO:
> 1 - studiare studiare studiare
> 2 - scegliere gli standard più adatti al contesto progettuale
> 3 - non pretendere di gestire tutto lato client
> 4 - non inseguire l'ultimo standard "di moda" ma far decantare un po' la situazione.
> ma mi rendo conto che non è poi una soluzione, ma solo un percorso verso la soluzione

Sono d'accordo con le tue valutazioni ed in parte anche con l'articolo
di Volpon. Poiché non mi piace parlare in astratto, mi riferisco alla
mia esperienza vissuta degli ultimi mesi. Sono incappato in buona parte dei problemi descritti
nell'articolo nel corso della mia attuale collaborazione con la RAI.
Mi hanno commissionato di rifare l'HTML della prima pagina di RAI Net
News - http://www.rai.it/news - e nel rifarlo ho proposto (ed usato) XHTML 1.0
transitional, ma, autocriticandomi, devo ammettere che, potendo
ritornare indietro, userei HTML 4.01.

Infatti, la complessità della struttura che c'è dietro la produzione
della pagina visibile on line è tale che non mi è stato possibile
ottenere il rispetto delle regole tecniche di XHTML. Ho fornito come
bozza una pagina valida, ma - nel corso dei vari interventi
stratificati che portano alla pubblicazione - il codice viene
manipolato e modificato in modo da perdere la conformità. Così, nei
campi modulo i nomi degli attributi, che erano in minuscolo, sono diventati in
parte maiuscoli; può capitare che degli elementi senza contenuto vengano talvolta
chiusi senza la sbarra necessaria (/>); le stringhe di query degli
indirizzi vengono scritte senza trasformare '&' in '&', e così
via. E questo lo dico senza voler criticare le persone che lavorano
allo sviluppo in RAI. E' soprattutto la complessità e la ramificazione del
lavoro che influisce pesantemente e negativamente sul rispetto degli
standard.

Molte teste e molte redazioni contribuiscono ad unico prodotto e
quando non si può intervenire su tutte le parti, il risultato finale è
poco conforme. Red Sheriff, usato per le statistiche, mette ad esempio
un elemento META nel BODY, contravvenendo ad un'altra regola delle
specifiche.

Dal punto di vista dell'accessibilità, mi sono ritrovato con un
progetto grafico già sviluppato, che non partiva da presupposti
accessibili. E mi sono dovuto limitare a replicarlo. La necessità di
ottenere una visualizzazione accettabile sui principali browser, e
soprattutto sul famigerato IE 5.1 per Mac OS 9.2, mi ha spinto poi ad
utilizzare le tabelle a scopo di impaginazione. Insomma, tutta una
serie di compromessi, che mi fanno dire, a lavoro concluso, che il
risultato ottenuto ha già del miracoloso, anche se ben lontano dal
rispetto degli standard e di una piena accessibilità :-)

Gli stessi problemi, e forse peggiori, si sono verificati nel
rifacimento del sito del TG3, così come nel rifacimento della home di
portale (il mio lavoro però non è ancora on line, quindi non date a me la
colpa di quel che vedete adesso su www.rai.it ... :-)).

Ciao,
Michele
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