[webaccessibile] Gli standard web sono inutili (da soli)

Roberto Castaldo r.castaldo a iol.it
Mar 16 Mar 2004 11:23:40 CET


Mirko:
Direi che in linea di principio non ha torto quando afferma che la 
realta' dei fatti e' sempre molto complessa, piu' di quanto non sia la 
realta' di partenza delle linee guida o delle varie raccomandazioni.

Roberto:
Non credo possa esistere uno standard in grado di riprodurre in toto la realtÓ, nel mondo del Web in particolare questo non Ŕ pensabile.


Mirko:
Ecco, se un punto c'e' su cui investire, di questo articolo, credo che 
sia proprio il richiamo a delle linee guida maggiormente calate nella 
realta' dei fatti, che portino esempi concreti e calati all'interno di 
un percorso di progetto, non nell'astratto.
Questo consentirebbe di testare la tenuta dello standard a contatto con 
situazioni complesse da gestire.

Roberto:
Lo scopo degli standard del W3C Ŕ di essere letti e compresi da persone 
del settore Web (che abbiano quindi un minimo di competenza o almeno 
la voglia di crearsela) dotate di un briciolo di intelletto, ed in grado di calarli 
nella realtÓ che di volta in volta gli si presenta, e su questo mi pare che 
Volpon abbia ben spiegato le problematiche; personalmente non 
condivido totalmente le sue affermazioni, ma il punto di arrivo mi sembra
condivisibile.
Ripeto, lo scopo degli standard del Web non Ŕ quello di elencare tutte le possibili 
realtÓ, ma di dare delle regole sufficientemente semplici ma oggettive.
Uno standard non pu˛ rispecchiare tutta la realtÓ, ma deve garantire che 
ogni elemento della realtÓ di riferimento possa rispecchiarsi in esso.
Che poi sia necessario divulgare le regole in maniera che i concetti di base 
espressi dagli standard siano comprensi e condivisi da tutti, questo Ŕ 
altrettanto evidente; Volpon per˛ non parlava della divulgazione degli standard, 
ma della loro corretta applicazione, anche se le cose non sono affatto disgiunte.



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