[webaccessibile] Accesso Universale

Patrizia Bertini patriziabertini a yahoo.it
Lun 28 Giu 2004 17:49:39 CEST


Ciao Giuliano!

Non c'è solo il w3c a parlare di accessibilità, di altri aspetti, come 
la multilingualità se ne occupa l'Unesco (su accessibile.net avevo 
scritto proprio della recente richiesta dell'Unesco di fornire siti 
plurilingui per garantire l'accessibilità da un punto di vista 
linguistico), di altri aspetti correlati al concetto ben più ampio in 
cui rientra *anche* l'accessibilità di ISoc (information Society) se ne 
occupano l'Unione europea, l'ONU e organismi internazionali specifici.

ci sono molti programmi per la diffusione delle tecnologie e la 
creazione si una società dell'informazione per paesi in via di 
sviluppo: asia, pacifico e america centrale stanno lavorando proprio in 
questa direzione.

Non è un tema politico ma un cambiamente economico e sociale, prima che 
politico, inziato negli anni 70 (i primi progetti legati al concetto di 
ISoc risalgono all'inizio degli anni 70 con teorizzazioni di econmisti 
e sociologi americani a partire dal 63). Noi assistiamo a questi 
cambiamenti che esulano dal contesto politico ma sono un fenomeno 
sociologico estremamente affascinante...

mi fermo qui, mi hai colta su un argomento molto amato, se interessano 
bibliografie e o altro, sono qui... latitante spesso, ma ogni tanto ci 
sono;)

M2p -- pat


Il giorno 28/giu/04, alle 17:30, Giuliano Galante ha scritto:

> Mi frulla una domanda di base, o forse fuori tema (ditemelo in caso 
> fosse così), sul ruolo del w3c e sul tema della grande, democratica 
> opportunità di rendere il web fruibile a tutti, quello che in 
> definitiva è anche il tema del confronto in questa lista, al di là 
> degli specifici aspetti tecnici.
> Quello che mi chiedo, e di cui non trovo riscontro fra le iniziative, 
> è una sorta di legame con le organizzazioni che promuovano azioni che 
> favoriscono l'informatizzazione o l'istruzione nei paesi in via di 
> sviluppo, ma anche nelle aree più depresse dei paesi industrializzati 
> e terziarizzati.
> Capisco che la predisposizione tecnologica dei mezzi, dei linguaggi, e 
> dell'architettura dell'informazione ricopre un ruolo, come dire, 
> interno, e di preparazione verso l'universalità. Ma si parla anche di 
> aspetti culturali e di collocazione geografica e mi sembra difficile 
> prescindere dal "divario" della povertà.
> C'è qualcosa che mi sono perso sul sito del w3c? O questo è un tema 
> troppo politico che quindi finirebbe per dividire anzichè unire la 
> cooperazione nelle iniziative?
>  
> Giuliano Galante
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