R: [webaccessibile] Navigabile.it - Delirium tremens!!!

Roberto Castaldo r.castaldo a iol.it
Lun 7 Giu 2004 10:57:10 CEST


Egr. Avvocato Spallino,

sono gradevolmente sorpreso da quest'ultima Sua mail, segno che - dopo tutto
- le nostre posizioni non sono poi così lontane, o quanto meno puntano
entrambe verso lo stesso obiettivo: la cultura dell'accessibilità. Di
seguito troverà i miei commenti:


Spallino:
Non so se quella che mi viene contestata sia una regola o più semplicemente
una buona etichetta di lista: per quanto non condivida, dò in ogni caso per
buone entrambe le ipotesi. 

Castaldo:
Forse entrambe, o forse nessuna delle due: nel senso che, fermo restando che
in lista e fuori chiunque fa ciò che crede opportuno, si trattava di un
thread in corso, e mi stavo premurando di tenere la lista aggiornata sugli
sviluppi della faccenda; pensavo potesse risultar naturale far rientrare
ogni tipo di commento nell'ambito della discussione che in quei giorni si
teneva in lista, e questo a vantaggio di tutti quelli che ne erano stati
interessati e che volevano farsi della cosa un'idea completa.


Spallino:
Quello che non sa e tuttavia può essere indotto a credere è che queste
competenze le possiede chi lo ha - usiamo ancora un eufemismo - colto in
castagna.
........
Roberto Castaldo - firmatario della mail a Accenture - ha ovviamente tutte
le competenze necessarie per indicare le modifiche necessarie al progetto
NavigAbile perché la dichiarazione di conformità resa sia corretta e
veritiera. Ma proprio la duplice circostanza -che si tratti di membro del
gruppo di lavoro WCAG del progetto WAI W3C; -che sia usato un tono
scandalizzato di denuncia, che pone delle ombre sulla buona fede di
Accenture; fa sorgere il timore che chiunque si senta autorizzato a
replicare l'iniziativa al solo scopo di esibire in lista il trofeo, come
d'altro canto sta avvenendo su diverse liste. 

Castaldo:
Proprio la duplice circostanza da Lei citata potrebbe (secondo me dovrebbe)
rappresentare una garanzia di competenza e di buona fede; si guardi attorno
e si accorgerà di quanti (non certo in buona fede) si fregiano di competenze
che non possedono, o che magari spiattellano la loro FALSA appartenenza al
W3C, tanto non rischiano niente, o quasi. Io - sia ben chiaro -
dall'appartenere al WCAG non ci ricavo un soldo bucato, ma almeno una buona
e sacrosanta (!!) referenza e tanta soddisfazione.


Spallino:
Ciò non significa che si debba star zitti: ma un conto è una analisi pacata,
realizzata secondo criteri uniformi e stabili, il cui esito è inviato - pur
non richiesto - all'interessato come semplice segnalazione da approfondire
su un sito che istituzionalmente si occupa di accessibilità. Un altro conto
sono le liste di proscrizione.

Castaldo:
La mia mail ad Accenture terminava con l'invito a partecipare alla
discussione in lista, non con una condanna al rogo o una proposta
commerciale, tanto è vero che da Accenture non mi hanno proposto consulenze
e ricche prebende, ma una chiaccherata telefonica, sulla quale naturalmente
terrò aggiornati Lei e tutta la lista. E sa che le dico, in tutta
schiettezza e vivendo di questo mestiere? Che seppure mi avessero (Le ripeto
che non l'hanno fatto) proposto di lavorare con loro, io non ci avrei
trovato nulla di strano o di scorretto, ma l'avrei considerata una buona
opportunità, per loro come per me!


Spallino:
Iniziative come quelle di cui pavento il pericolo portano con sé l'alea di
avventurose collaborazioni professionali fuori da una corretta logica di
mercato in quanto originate soltanto dalla critica al lavoro altrui;

Castaldo:
Ripeto quanto appena detto, e Le faccio notare che se io avessi inteso
strappare un qualsivoglia ventaggio economico, certamente ne avrei tenuto
fuori la lista e Lei adesso! Adesso, invece, posso permettermi di parlarne
con tutti, e forse Le sto anche suggerendo come discernere fra i furbi e gli
"stupidotti" che come me non hanno timore ad esporsi: Lei dei furbi troverà
soltanto le tracce come i lavori mal fatti ed i bollini fasulli, degli
"stupidotti" avrà sempre continua evidenza! 


Spallino:
se ^scottato^ una seconda volta il committente/ cliente rinuncerà
definitivamente a ricercare la conformità agli standard WAI W3C. Credo - a
questo punto - con danno per tutti: clienti, utenti e professionisti.

Castaldo:
Beh... Detto da un avvocato, la cosa fa riflettere; chi firma
(affrettatamente) un contratto e non ne rispetta i termini ed i requisiti
(come la fantomatica tripla A) dovrebbe pagarne le conseguenze, sempre che
il committente non dorma sotto l'albero; dall'altra parte, un'azienda, un
Comune, una PA che sborsa a qualsiasi titolo fior di soldoni per nulla ha
tutto il diritto di rivalersi sul furbacchine di turno, o no?!?


Spallino:
...sono convinto che l'accessibilità sia qualche cosa di più di uno
standard. Ben diverso e più complesso è il discorso relativo alla nozione
stessa di accessibilità che può essere intesa come una sorta di invito ad
abbandonare la strada di una comunicazione ^dedicata^ per approdare ad
ambiti in cui vige il principio della condivisibilità e della
raggiungibilità delle informazioni o, come si usa oggi, della loro
portabilità. 
Su questo - come sulle competenze  e sui percorsi necessari per costruire un
sito accessibile tout court - potrebbe essere utile aprire un confronto.

Castaldo:
Resti in ascolto in lista... Fra un po' di competenze e formazione se ne
parlerà eccome! E forse sarà fatta un po' di chiarezza!

La saluto e La ringrazio di aver sollecitato la mia replica

Roberto Castaldo 




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