[pdl3486] Intervista a Roberto Scano su www.margheritaict.it

Valeria Silvestri webfemminile a iwa-italy.org
Gio 15 Giu 2006 13:58:42 CEST


Ecco l'intervista a Roberto Scano che potete trovare anche alla pagina http://www.margheritaict.it/index.php?pagina=articolo&idarticolo=3534

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Urgono modifiche alla legge Stanca. Intervista a Roberto Scano sulla Campa-Palmieri 2

Roma, 09-06-2006

Roberto Scano, presidente di IWA-Italy (International Webmasters Association, l’associazione degli sviluppatori esperti in materia di accessibilità che conta circa 1300 iscritti sparsi su tutto il territorio italiano), è intervenuto alla giornata di studio:"Il tema dell'accessibilità ad un anno dall'entrata in vigore della Legge Stanca", svoltosi l’8 giugno a Fucecchio (FI) e organizzato dalla Rete Civica Unitaria Empolese Valdelsa, con un intervento in cui si preconizzava l’avvento di una Campa-Palmieri II. Per la cronaca, la pdl Campa-Palmieri altro non è se non la progenitrice della l. 4/2004 meglio nota come “legge Stanca”, ovvero le disposizioni che regolano la presenza di siti accessibili all’interno delle istituzioni pubbliche. 


In base a quanto da lei sostenuto, la legge 4/2004 non aveva previsto di verificare l’accessibilità dei siti realizzati da personale interno alla Pubblica Amministrazione. Pensa che questo diverrà un ulteriore ostacolo per una soddisfacente applicazione delle disposizioni della 4/2004 nella PA? 

Purtroppo sì, in quanto la normativa si è concentrata soprattutto nell’acquisto di servizi all’esterno della P.A. considerato che non esistono ancora molti professionisti del web all’interno delle amministrazioni pubbliche in grado di fornire soluzioni accessibili. Con la diffusione di soluzioni CMS open source, che consentono ai dipendenti delle P.A. di poter pubblicare autonomamente contenuti per un sito web senza alcun costo di sviluppo, e “grazie” a questo “buco normativo”, le P.A. medio-piccole si stanno quindi indirizzando verso l’autosviluppo, anziché utilizzare l’outsourcing. 


La formazione del personale interno alle istituzioni pubbliche in materia di nuove tecnologie è ancora ad uno stadio iniziale, anche perché, visto il lento ricambio generazionale, spesso i funzionari pubblici sono persone poco avvezze all’uso di strumenti informatici… Questo potrà creare delle ulteriori difficoltà alla realizzazione interna di siti Internet realmente accessibili? 

La legge, all’art. 8, già prevedeva l’inserimento della formazione sull’accessibilità all’interno dei percorsi formativi e forniva al Ministro della Funzione Pubblica l’onere di definire ogni anno gli obiettivi di accessibilità della P.A. Ad oggi mi risulta che le uniche iniziative formative siano erogate dal CNIPA (Centro Nazionale Informatica Pubblica Amministrazione) con l’ausilio di docenti professionisti di IWA. È quindi necessario che all’interno delle P.A. venga valorizzata la figura del redattore web, fornendogli formazione su come produrre contenuti accessibili a tutti. 


Il controllo interno da parte delle pubbliche amministrazioni sull’accessibilità non potrebbe poi rivelarsi controproducente? 

L’attuale art. 117 della Costituzione non consente che vi sia un organismo unico nazionale che effettua il controllo in ambito delle comunicazioni. È proprio per tal motivo che nella proposta di legge che ho preparato per l’On. Campa ho richiesto la modifica dell’art. 7 comma 2 della legge 4/2004 consentendo di estendere l’attività di verifica “anche avvalendosi dei Comitati Regionali per le Comunicazioni” (CORECOM). Il CORECOM è di fatto una struttura indipendente dall’amministrazione generale (come il Difensore Civico) e – a nostro avviso – potrebbe essere la figura chiave per monitorare l’applicazione della legge, anche con l’ausilio di esperti esterni all’amministrazione. È impensabile, ad esempio, che un cittadino che identifica l’inaccessibilità del sito del proprio Comune debba rivolgersi allo stesso comune che dovrà autocontrollarsi. 


Non trova che un elemento che porta ad una mancanza di accessibilità delle informazioni, anche se non di tipo tecnico, sia una certa dispersività delle iniziative, per quanto valide, dei vari Enti locali? Non sarebbe auspicabile una maggiore centralità, se non dei progetti, della loro incentivazione? 

Certamente. In questo campo delle comunicazioni il decentramento con la mancanza di coordinamento centrale, è altamente dannoso. È per tal motivo che le regole tecniche ed in generale tutti i principi di accessibilità promossi dalla legge 4/2004 dovrebbero essere valorizzati e divulgati in modo uniforme anche utilizzando realtà come i CRC (Centri Regionali di Competenza) o il supporto di associazioni che siano disponibili a fornire formazione ed informazione. A tal proposito come IWA già da mesi abbiamo scritto ai presidenti di tutte le regioni fornendo supporto per seminari informativi gratuiti sul tema, ottenendo purtroppo risposta solamente da alcune regioni tra cui – prima di tutte – la Sardegna. 


Ultima domanda: come pensa che si possano incoraggiare e favorire le Pubbliche Amministrazioni a rendere sempre più accessibili i loro siti, indipendentemente dalle disposizioni di legge? In che modo far diventare l’accessibilità un aspetto culturale del servizio al cittadino, e non solo un obbligo? 

La cultura dell’accessibilità deve crescere all’interno delle P.A. e questo lo sappiamo bene che non è facile: ci si scontra con una errata interpretazione del web, sul fatto che l’accessibilità è vista come qualcosa di “elitario” e di difficile implementazione. Va comunque fatto notare che a braccetto con la legge 4/2004 va la recente legge 67/2006: con tale norma, che è volta alla rimozione di qualsiasi discriminazione diretta o indiretta, qualsiasi cittadino può rivolgersi al Tribunale Ordinario per ottenere la rimozione delle barriere (in questo caso digitali) ed un risarcimento danni. Purtroppo come per tutte le riforme culturali, è necessario il bastone e la carota: il bastone sono queste norme... la carota è il riconoscimento da parte di chi finalmente – grazie all’accessibilità di un servizio informatico – può comunicare con la P.A. 








Ulteriori informazioni all'indirizzo: http://www.iwa-italy.org 
Valeria Silvestri, Redazione Osservatorio delle ICT 
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Valeria Silvestri
Responsabile progetto 'Web al femminile' per IWA/HWG
 





 
                   




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