[pdl3486] Articolo su accessibilità e PA su www.margheritaict.it
e-bisenzi a infoaccessibile.com
e-bisenzi a infoaccessibile.com
Ven 9 Giu 2006 05:36:26 CEST
>
> Volevo segnalare questo articolo che ho pubblicato sul sito
> www.margherita.ict:
> http://www.margheritaict.it/index.php?pagina=articolo&idarticolo=3506
>
> Sono responsabile dell'area accessibilità dell'Osservatorio Nazionale
> sulle ICT di DL-La Margherita, e sto cercando di sollevare anche sul piano
> politico il problema. Appena ho un po' di tempo cercherò di scrivere
> qualcosa sulla Campa-Palmieri II, intanto mi interessa il vostro parere su
> quanto inserito.
molto interessante, e Le rispondo personalmente perche' la segnalazione
che mi preme farLe l'ho gia' fatta in lista
io sono ancor piu' deluso dalla 'vicenda' e cerco di argomentare le
ragioni del 'flop' (a mio avviso) della 'Stanca' nel seguente articolo che
ho scritto di recente per un portale online (vedi url)
Cordiali saluti
Enrico Bisenzi
+ La legge Stanca vista da Firenze.
La homepage del Comune di Firenze www.comune.firenze.it è un raro ed
efficace esempio di inaccessibilità ed offre lo spunto per riflettere
sull'impatto avuto dalla Legge Stanca. Le tre vie verso l'accessibilità
Web - ausili, codice standard ed interazione con l'utenza finale - sono
illustrate per continuare a sperimentare l'accesso universale
all'informazione su Web
<http://www.ilsecolodellarete.it/html/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=256&mode=thread&order=0&thold=0>...
Un esempio da non seguire
La homepage del Comune di Firenze costituisce un buon esempio per
riflettere sull'impatto avuto dalla legge (la cosiddetta *Legge Stanca*)
che doveva segnare la svolta nella produzione di siti Web qualità di tipo
pubblico sia sotto il profilo dell'accessibilità che dell'usabilità.
Senza farne un'analisi troppo tecnica è sufficiente esemplificare alcuni
particolari per dimostrare che la sua applicazione, nel caso considerato
si è rivelata un totale insuccesso.
Tanto per cominciare, la pagina di ingresso al portale Web di una fra le
città più famose del mondo anche per i suoi esempi di arte e civiltà è
rappresentata da una pagina fatta a cornici (frame) senza alternative
testuali.
E gli stessi singoli frame contengono oggetti al proprio interno che non
hanno alternative testuali, compreso per la sezione dedicata ai Cittadini
con disabilità!?!.
Per i non-addetti ai lavori dell'accessibilità Web è sufficiente ricordare
che le alternative testuali sono fondamentali per le persone non vedenti
le quali necessitano di etichette testuali per poter interpretare (tramite
sintetizzatore audio o barra braille) quanto rappresentato a schermo. Gli
esempi potrebbero continuare con la disamina tecnica degli ostacoli per le
persone diversamente abili presenti su www.comune.firenze.it ma è più
importante sottolineare perchè l'impatto della Legge Stanca sia stato
vicino allo zero e riflettere sulle ragioni di questo clamoroso
insuccesso.
Risorse ed obiettivi
Le analisi sull'accessibilità Web di un qualsiasi sito suonano sempre come
impietose per il Webmaster che le deve subire, ma ad onor del vero - e per
chi con il Web è abituato a lavorarci e non solo a disquisirci
accademicamente - bisogna ricordare come un prodotto (anche Web) è sempre
il risultato di una mediazione fra gli obiettivi del lavoro e le risorse
messe a disposizione per il medesimo. Non esistono quindi siti Web fatti
bene o male in assoluto ma esistono siti Web fatti al meglio o al peggio
delle risorse a disposizione (anche sotto il profilo dell'accessibilità
Web).
Questa osservazione forse spiega come mai non siano state adottate da
quasi nessun ente pubblico, o di pubblica utilità, i riferimenti tecnici
della Legge Stanca.
Addirittura neanche gli stessi partiti politici che hanno sostenuto la
Legge Stanca si sentono in dovere di adottarla, nessun partito lo fa,
neanche Forza Italia che ospita al suo interno una dichiarazione di
accessibiità www.forza-italia.it/accessibile.htm che non ha nulla a che
vedere con gli standard normativi italiani...
“Il portale del Movimento Politico Forza Italia è stato progettato in modo
da essere il più possibile conforme agli standard del consorzio W3C. La
compatibilità è garantita con i browsers Netscape 6, Internet Explorer 5,
Mozilla 1.5, Opera o superiori.”
Anche la Margherita Online, che, viceversa, si preoccupa di realizzare una
versione accessibile del proprio sito www.margheritaonline.it/waiutilizza
al suo interno alcune scritte rappresentate da banner grafici e non
ingrandibili con le normali ozpioni dei browser più difusi (esigenza delle
persone ipovedenti) mentre alcuni link che si aprono in nuove finestre
rappresentano un ostacolo per le tecnologie assistive usate dai
diversamente abili.
Insomma, gli stessi attori politici che da destra e da manca si sono spesi
a gran voce sull'accessibilità Web, non solo non recepiscono gli standard
tanto faticosamente delineati ma neanche sono in grado di andare incontro
alle esigenze base delle persone diversamente abili che vogliono accedere
all'informazione sul Web.
Di cosa hanno bisogno le persone diversamente abili?
Forse qualche domanda facevano bene a porsela anche i legislatori, come
invece se le pone il mondo anglosassone, ricco di casi di eccellenza (a
cominciare dal portale della BBC www.bbc.co.uk/accessibility.
In uno dei tanti sondaggi che periodicamente vengono svolti nel Regno
Unito per cercare di capire cosa realmente le persone diversamente abili
hanno bisogno di trovare (o di non trovare) sul Web emerge che le
caratteristiche che agevolano la navigazione Web sono infatti:
- le alternative testuali e i link significativi (indispensabili per le
persone non vedenti);
- le combinazioni di contrasti di colore efficaci (indispensabili per le
persone ipovedenti);
- l'assenza di oggetti in movimento e di finestre pop-up, pagine
accessibili da tastiera (indispensabili per le persone disabili motorie e
che soffrono di epilessia);
- contenuti chiari, usabili e ben organizzati (esigenza di persone sorde
e/o disabili cognitive).
Le persone diversamente abili possono essere aiutate nelle loro
navigazioni Web cercando di realizzare codice Web standard, suggerendo gli
ausili utili allo scopo, interagendo direttamente con chi realizza il sito
al fine di trovare insieme delle soluzioni che riescono ad abbattere le
barriere sul Web. Qualsiasi sia la strada scelta, in effetti non sono poi
molte le esigenze delle persone diversamente abili e neanche troppo
difficili da soddisfare sotto un profilo tecnico ma allora...
... perché non è stata applicata la Legge Stanca ?
Anche alla luce delle precedenti riflessioni la domanda sorge spontanea:
perchè investire così tanto politicamente e mediaticamente su una legge,
su una problematica così importante, per poi invece scoprire che la stessa
Legge e la stessa iniziativa politica non hanno prodotto alcun beneficio
di tipo pratico? Come può accadere che non se ne vedano gli effeti nemmeno
su quei portali che dovrebbero essere casi di eccellenza?
I requisiti tecnici della Legge Stanca
www.pubbliaccesso.gov.it/normative/DM080705-A.htm non solo appaiono
criptici a chi non è specialista del settore ma contengono delle direttive
di difficile, quasi impossibile, interpretazione ed applicazione.
Esempio eclatante è la strada scelta per definire i contrasti di colore
efficaci da adottare su una pagina Web: un algoritmo del W3C (il World
Wide Web Consortium), realizzato su un campione di utenza molto ristretto
e non significativo rispetto alla problematica trattata (utenza di monitor
televisivi e non rappresentante le principali disfunzioni visive) viene
acriticamente adottato per definire quali sono i colori sicuri da
adottare.
Provate Voi ad adottare la formula che verifica le differenze di
luminosità e di colore tra il testo e lo sfondo secondo i seguenti
algoritmi:
1) differenza di luminosità: calcolo della luminosità dei colori di testo
e di sfondo con la formula: ((Rosso X 299) + (Verde X 587) + (Blu X 114))
/ 1000, in cui Rosso, Verde e Blu sono i valori decimali dei colori; il
risultato deve essere non inferiore a 125.
2) differenza di colore: calcolo della differenza di colore con la
formula[Max (Rosso1, Rosso2) - Min (Rosso1, Rosso2)] + [Max (Verde1,
Verde2) - Min (Verde1, Verde2)] + [Max (Blu1, Blu2) — Min (Blu1, Blu2)],
in cui Rosso, Verde e Blu sono i valori decimali dei colori e Max e Min il
valore massimo e minimo tra i due presi in considerazione; il risultato
deve essere non inferiore a 500.
Fatelo senza avere a disposizione nessun validatore ufficiale che
automatizzi il procedimento per poi scoprire dalla comunità scientifica
nazionale ed internazionale che il suddetto algoritmo non vale nulla e che
in effetti vi costringe a bocciare sulla vostra pagina Web dei contrasti
che ad occhio vi sembravano efficaci e ne promuove altri che sempre
apparentemente sembrano tuttaltro che utili per l'utenza ipovedente.
Infatti gli algoritmi proposti dalle espressioni matematiche di cui sopra
tendono – quantunque erroneamente – a ricercare un'impossibile soluzione
ottimale per tutti i difetti di vista, quando è arcinoto il fatto che le
persone con difetti di vista ed ipovedenti hanno esigenze tanto articolare
chealcuni siti specializzati in materia - il portale dell'Inail Superabile
<http://www.superabile.it> o l'Ospedale di Cefalù
<http://www.hsrgiglio.it/it/accessibile/index.jsp> - offrono
opportunamente diverse scelte di contrasto.
Completano il quadro - infelice - di questi esempi l'adozione di standard
e grammatiche formali molto esigenti ed inutili a fini pratici, nonché
definizioni molto ambigue che lasciano spazio all'interpretazione su
aspetti importanti quali il ridimensionamento di caratteri e dello
schermo.
Inadeguatezza tecnica
Se chi ha fatto la legge ha avuto il merito di affrontare il problema chi
ha poi dettagliato tecnicamente l'applicazione della Legge non è stato
sicuramente all'altezza della situazione.
Gli enti che se ne sono occupati devono sicuramente qualche
giustificazione per questo stato di cose: non solo in merito ai bizzarri
requisiti tecnici delineati ma anche alla mancanza di validatori
automatici che potevano essere realizzati con poco sforzo e venire
incontro alle esigenze operative di chi con il Web ci lavora (vedi caso
algoritmo dei colori sopracitato).
Ma che dire della mancanza di esempi ed indicazioni pratiche che sul sito
specificatemente creato per questo (www.pubbliaccesso.gov.it)? Eppure essi
potevano essere realizzati con pochissimo sforzo e rendere così la vita un
po' meno difficile a chi si poneva il problema di realizzare siti Web
accessibili a norma.
Non è stato fatto, eppure nel sito viene segnalato il Portale dell'Arma
dei Carabinieri come primo caso di applicazione della Legge Stanca... ma
senza spiegare come possono più scorciatoie da tastiera con lo stesso
contenuto puntare a pagine diverse (tanto per restare nel campo degli
esempi...).
Orizzonti (economici) perduti
Il risultato di queste politiche è sotto gli occhi tutti: quasi nessuno
decide di adottare la normativa italiana sull'accessibilità Web perché
costa troppo cercare di capire cosa applicare e come. In mancanza di
indicazioni chiare, in assenza di strumenti e manualistica di supporto si
decide nella migliore delle ipotesi di fare delle versioni accessibili fra
mille difficoltà e sprechi di risorse umane ed economiche - al fine di
cercare di soddisfare requisiti tecnici né chiari né utili ai fini
pratici.
Nella famosa mailing list Webaccessibile
<http://itlists.org/mailman/listinfo/webaccessibile/> risuona nel vuoto
l'appello di un partecipante che chiede quale possa essere considerato un
sito Web della PA conforme alla legge Stanca eccetto che per l'esempio
portato (non si sa quanto a ragion veduta) del Comune di Sala
Consilina...: allo stato attuale è innegabile che la stragande maggior
parte dei siti Italiani della Pubblica Amministrazione e di pubblica
utilità rinuncia ad adottare la Legge Stanca e quello che poteva essere un
occasione di lavoro per molti si traduce in un costo.
Sconfitta culturale
Ma non è il flop economico l'aspetto più negativo dell'intera vicenda.
Indicando poche ma indispensabili linee guida per rendere i siti
accessibili si poteva migliorare per tutti la qualità dei siti Web. Grazie
all'esigenza delle persone diversamente abili si potevano rendere i nostri
siti maggiormente visibili ai motori di ricerca, aumentarne l'usabilità e
la rintracciabilità, renderli più facili da utilizzare.
In poche parole si poteva scoprire come abbattere delle barriere per
qualcuno voleva significare rendere la vita migliore a tutti (un po' come
è successo per l'abbattimento delle brarriere architettoniche – dove
avvenuto – nella vita reale).
La maggiore partecipazione persone diversamente abili consentita
dall'abbattimento di queste bariere avrebbe arricchito la nostra
quotidianità anche sul Web.
Non è stato così e le esigenze della persona diversamente abile sono state
vissute come l'ennesimo problema da gestire per chi doveva porsi il
problema a titolo professionale.
Dalle ceneri ancora calde di questa pesante sconfitta culturale sarà
possibile affrontare domani questa problematica in termini diversi?
P.S.
Qualora le analisi dei siti Web in oggetto non corrispondano all'attuale
esposizione grafica degli stessi siti si invita a prendere in
considerazione per la verifica della correttezza scientifica delle tesi
esposte il noto portale internazionale denominato WayBackMachine
<http://www.archive.org/web/web.php> che tiene in memoria le versioni
datate delle principali pagine Web pubblicate su Internet.
Enrico Bisenzi, è docente presso l'Istituto di Arti Multimediali
dell'Accademia di Belle Arti di Carrara sui temi dell'usabilità e della
accessibilità dei siti web, collabora con il Polo Universitario di Prato
per il Modulo 'Tecniche di lavoro e comunicazione in Rete (Corso di laurea
'Relazioni industriali e gestione delle risorse umane') occupandosi in
particolare dei motori di ricerca. È autore e tutor di un corso online sui
motori di ricerca, co-autore con Claudio Parrini del libro I motori di
ricerca nel caos della Rete (Edizioni Shake 2001). Come principale
attività professionale coordina numerose campagne di visibilità sui motori
di ricerca (Top-ranking) per aziende di rilevanza nazionale
<infoaccessibile.com>.
Maggiori informazioni sulla lista
pdl3486