[pdl3486] per conoscenza e per discuterne

Paolo Pietrosanti p.pietrosanti a radicali.it
Mer 25 Feb 2004 17:43:06 CET


COMUNICATO STAMPA

IL COMUNE DI ROMA SCEGLIE LINUX. MA VELTRONI SA CHE QUESTO SIGNIFICA, OGGI, ESCLUDERE, TRA GLI ALTRI, I CIECHI?

LETTERA APERTA AL SINDACO DI ROMA
 

Roma, 25 febbraio 2004

 

Paolo Pietrosanti, della Giunta del Partito Radicale e cieco, ha oggi indirizzato la seguente lettera al Sindaco di Roma:

 

Caro Veltroni,

state scegliendo Linux, sulla base di considerazioni - come rivendicate - eminentemente politiche.

Nulla quaestio, se non che se questo si compisse oggi fareste fuori un mucchio di ciechi. Per esempio, sistemisti ciechi non potreste assumere, nonostante la legge italiana (per me discutibile) ve lo imponga.

Oggi nei fatti, e per la concretezza delle persone contano i fatti, quel che un cieco può fare in windows non può fare altrove.

Questo è dovuto a precise decisioni legislative e di Governo prese negli USA, e a fattori di mercato.

Alle mie orecchie, figurati, una cosa che si chiama "open" suona bene per forza. Però nei fatti, software assistivi per ciechi e disabili in generale che girino su Windows sono incommensurabilmentesuperiori, oggi, a quel poco che esiste per Linux. Oggi.

Non ti sottopongo una questione ideologica, o teorica. Molto in concreto ti dico che oggi, oggi, se si afferma Linux per gente come me è un disastro, a meno che non vi sia la certezza che funzioni anche per disabili e assimilabili.

Ma questa certezza chi me la dà? Una legge? O cosa, visto che stiamo parlando di mercati globali, di interazioni globali, di tecnologie che per definizione e per fisiologia non appartengono né pertengono alla sfera di competenza di un legislatore nazionale?

Come è chiaro, Sindaco, a me va benissimo qualsiasi sistema operativo, purché sia accessibile, sia governabile, purché non escluda. E però questo dipende da scelte politiche, e soprattutto dalla capacità che ha la politica di governare questi fenomeni, o almeno di essere adeguata.

La cecità, ma le disabilità tutte mettono a nudo la urgenza di avere una politica adeguata a quel che accade,a quel che è possibile.

E la sfida è per la politica, mica per la tecnologia, che va avanti benissimo, e si arrangia bene sia su windows che su Linux che altrove.

E, per esser chiari, che anche l'ambiente Linux sia accessibile è solo questione di tempo.

 

Non liquidare, però, questo problema con un " commissioneremo i software necessari", perché è ovvio che accadrà questo, ma la capacità della politica di essere adeguata a quel che accade rimarrà intatta, cioè inadeguata.

Ed è questo il punto; di cui, drammaticamente, non si discute.

Nemmeno se, come è evidente, non riguarda affatto noi disabili più degli altri."

 

 

 
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