[no-tcpa] Repubblica.it
Davide Prina
DavidePrina a email.it
Lun 19 Set 2005 23:37:58 CEST
Riccardo Tortorici ha scritto:
>> Ma ora, dov'è finita? Nella home tecnologia e scienze non la vedo...
>> Ci sono articoli vecchi di giorni, e questo?... è già scivolato via? :(
>
>
> Non è possibile.... O_O
> Io ringrazio tanto il giornalista (il quale probabilmente seguie questa
> lista) che mi ha fatto l'intervista ma una cosa non mi è piaciuta...
> ...si parla del TPM come un qualcosa di disattivabile dall'utente, ma
> non che disattivandolo decadono in modo sensibile le performance della
> macchina e non è possibile utilizzare determinati strumenti se non in
> "secure mode"...
> Perchè non c'è il link sulla home? È una notizia fresca fresca...
:-(
io ho appena risposto alla mail del giornalista ... purtroppo durante il
giorno non riesco proprio a leggere le mail :-(
Riporto qui sotto una parte della mia risposta in cui faccio presente
alcune cose che secondo me non sono molto corrette
Ciao
Davide
Poi ti riporto qui sotto qualche mia osservazione all'articolo ;-)
> La parola d'ordine è 'trust', fiducia. Attraverso la cooperazione di
> hardware e software, i computer potranno scegliere quali sono i
> contenuti "trusted"
in realtà non saranno i computer, ma chi gestirà tale tecnologia o
meglio chi verrà ritenuto trusted dal proprio computer. Questa penso sia
una differenza abbastanza importante.
Ci si potrebbe chiedere chi è che verrà ritenuto trusted? Io penso che
sarà prima di tutto chi ha scritto il sistema operativo utilizzato
dall'utente e dopo questo tutti i programmi che installati/usati sul
proprio PC. Bisogna tenere presente anche che l'utente potrebbe non
poter decidere in vari casi se usare o meno un dato programma (ci
potrebbero essere dei programmi che non può non usare ed altri che non
potrà usare).
> affidabili, e quali no, permettendo ai primi di eseguirsi e
> installarsi e ai secondi di rimanere bloccati senza eseguirsi
questa tecnologia non ha nulla a che fare con la possibilità di un
programma di bloccarsi o meno, quindi in generale non permetterà di
avere un sistema più stabile. Poi bisogna considerare che la maggior
parte delle persone reputa normale la possibilità che l'intero sistema
vada in crash se un singolo programma si blocca ... in realtà, secondo
il mio giudizio, un sistema operativo non deve funzionare in questo
modo, altrimenti non è un sistema operativo funzionante.
> Per alcuni è la soluzione definitiva alla sicurezza degli utenti,
> costantemente sotto l'attacco dei virus
quest'affermazione può non essere vera. Faccio un esempio: ora se un PC
viene infettato da un virus (o altro codice "malevolo") uno può
difendersi in vari modi (es: con un antivirus), il virus è locale alla
macchina infetta e quindi può essere individuato ed eliminato. Se però
io ho un PC in modalità trusted e se una società che io ritengo trusted
ha un PC, lo stesso PC che sta controllando il mio, infettato da un
virus ... bene a questo punto quel virus può danneggiare il contenuto
del mio elaboratore, senza che io possa difendermi, perché quel PC
remoto è ritenuto trusted e io non ho nessuna possibilità di capire
qual'è il programma che sta eseguendo per esempio un'istruzione di
cancellazione di un file sul mio disco fisso (è un virus o è
un'operazione di cancellazione di file illegali) ed in ogni caso non
potrei impedirlo perché quella è un'operazione fatta da una macchina
ritenuta trusted dal mio sistema.
Faccio presente che il 99,99% dei virus sono presenti solo nel mondo
microsoft (ms-windows) e che il sistema operativo principale che
adotterà tale tecnologia è ms-windows Vista ...
> La piattaforma di controllo sarà utilizzata esclusivamente per
> bloccare i programmi nocivi e pericolosi e per aumentare la sicurezza
> del computer. Non solo: aumenterà la sicurezza dei dati sensibili
> conservati sui server, l'affidabilità delle password e delle firme
> digitali.
ripeto, non sono un esperto, ma vorrei capire come può aumentare
l'affidabilità di password e firme digitali una tecnologia che in linea
di principio permette ad altri di avere accesso al proprio PC ...
secondo me diminuirà l'affidabilità di password e firme digitali,
proprio perché il proprietario del PC non avrà il pieno controllo di
esso, non potrà assicurarsi di non essere spiato (ci sono programmi che
leggono i tasti premuti ... e quindi è facile scoprire una password), di
non essere derubato della propria chiave privata.
È sufficiente leggersi l'eula di ms-media player: in parole povere
quando si installa il prodotto accetta che tale software possa
cancellare i file che tale software ritiene illegali. Come fa tale
programma a cancellare dei file? come fa a capire se un file può essere
illegale o meno? L'unica soluzione che mi viene in mente è che qualcuno
dall'esterno (un essere umano) è in grado di leggere e di interpretare
(come è possibile sapere se un filmato è una copia abusiva dell'ultimo
film della Disney o se è il filmino delle mie vacanze? ... che io sappia
non esiste nessuna tecnologia che sia in grado di fare questo)
> In più potrà essere disabilitata su richiesta e attivata solo con il
> permesso dell'utente.
da quanto avevo letto io qualche anno fa era previsto qualcosa del
genere ... almeno all'inizio. Volevano permettere la disattivazione del
chip da BIOS. Ma questo è un passo "dovuto", non è possibile dall'oggi
al domani attivare una tecnologia del genere senza causare il caos.
Questa tecnologia per funzionare ha bisogno che la maggior parte dei PC
la utilizzino, che la maggior parte dei PC siano avviati in modalità
trusted.
> Il disco su cui vengono conservati dati e documenti potrà essere
> cifrato attraverso chiavi d'accesso conservate sull'hardware, rendendo
> impossibili accessi non autorizzati, sia via software sia fisici
qui ci si potrebbe domandare:
1) chi è considerato non autorizzato? Forse l'utente? Il proprietario
dell'hardware?
2) chi è invece considerato autorizzato?
Non voglio dire che l'utente non avrà accesso al proprio disco, ma
potrebbe non avere accesso a tutto il proprio disco ...
Mi scuso per la lunga risposta, ma volevo cercare di farti capire qual'è
il mio punto di vista, quello che secondo me è la verità, la realtà. Ho
cercato di esprimere il mio pensiero nel modo più semplice possibile ...
Il discorso su questo argomento è molto complesso perché attualmente non
esiste un sistema TC funzionante (non è necessario un singolo
elaboratore: hardware e software), ma occorre avere una rete di PC
avviati in modalità trusted per dichiarare che il sistema sta
funzionando. Questo implica che la maggior parte delle "possibilità"
sono molto "ipotetiche" ... tutto dipende da cosa verrà effettivamente
fatto.
In generale trovo l'articolo scritto bene, capibile, che affronta il
problema e cerca di esporre i due punti di vista in modo sintetico e
lineare. Capisco che non è possibile spiegare bene in dettaglio varie
parti dell'argomento per esigenze di spazio e soprattutto per non
perdere la leggibilità dell'articolo stesso (penso che la maggior parte
dei lettori non siano in grado di capire a fondo il problema, quello che
può comportare; questo non per il fatto di essere stupide, ma solo
perché non sono "informatici").
Ringrazio te e Repubblica.it per lo spazio che ci hai concesso.
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