[interlaw] R: Digest di interlaw, Volume 11, Numero 2

Silvana Sarlo silvana.sarlo a consrc.it
Gio 10 Nov 2005 19:44:01 CET


Roberto.. hai tutta la mia solidarietà....ma giuro che mi ci voleva una gran
bella risata a quest'ora....!!! 


Vi segnalo un fatto che oggi è giunto al culmine.

"Grazie" ai promotori Telecom Italia veniamo a conoscenza che la ns. azienda
con sede a Venezia possiede un a filiale a Roma, Lido di Ostia. Nel vecchio
sito paginebianche.it era chiaramente visibile (dove abbiam mandato una
persona ma dove - logicamente - da nessuna parte compariva la ns. dicitura)
e così pure sugli elenchi telefonici (usando quindi dati personali ed usando
un marchio senza il consenso del legittimo titolare).

Chiamiamo subito telecom e cosa veniamo a sapere? Che in data 28/3/2005 un
tale signor X (che nulla ha ed aveva a che fare con la nostra azienda) ha
telefonato dal suo cellulare (Telecom ha il numero ma - "per privacy" non ce
lo possono dare) ed ha richiesto l'attivazione di tale linea.

Logicamente, Telecom che fa? Attiva senza batter ciglio! (e stiam parlando
di linea fisica, non di cellulari eh!). 
Subito inviamo quindi una raccomandata a Telecom informandoli del fatto e
diffidandoli (era il 13/4/2004) di addebitarci qualsiasi costo
(letteralmente: "relativamente a costi di attivazione, traffico telefonico,
servizi aggiuntivi") negli altri conti aziendali. Eh si perché i truffatori
conoscono bene i contratti telecom: se una linea è morosa, si addebita
sull'altra.

Così dopo un anno esatto dalla nostra diffida ci arriva una lettera di
sollecito di pagamento di 2 fatture per tale linea di roma per un totale di
Euro 671,05 - addebitate su altro ns. numero.

Dopo dialogo con le signorine (porelle, sempre loro beccano l'incompetenza
altrui) abbiam fatto ulteriore raccomandata il giorno 13/05/2005 dove
comunicavamo che il pagamento sarebbe stato limitato alla quota di
competenza della nostra linea di Venezia (tra l'altro linea solo ricevente,
da 44 eur a bimestre). Il pagamento è stato fatto pure seguendo le
indicazioni dell'operatore 191.

In data 17/09/2005 riceviamo da Telecom una raccomandata in cui ci
comunicano che nonostante la disattivazione del servizio (notare che fino a
ieri sera la linea funzionava correttamente) in caso di mancato pagamento
del dovuto il contratto sarebbe stato risolto ai sensi di legge.

E allora anche qui, chiamato il 191 che invece conferma l'emissione di una
nota di credito per l'importo e che a giorni quindi avremmo ricevuto una
nota di credito.

Tutto tranquillo sino ad oggi. Un cliente ci segnala problemi all'invio del
fax. Proviamo a telefonare e il messaggio è "il numero selezionato è
inesistente". Subito un pensiero alla situazione pregressa, ma fiducioso
chiamo il 191 servizio guasti. 

Il tecnico risponde: "la linea è stata disattivata" e mi passa
l'amministrazione dove la signorina mi informa che la linea è stata chiusa
per morosità. Le faccio quindi notare tutta la trafila (citando i codici
reclamo, ecc. ecc.) e mi comunica che la nota di credito è stata si emessa,
ma non per la linea telefonica di Venezia ma per quella di Roma!

Mi trovo quindi che chi ha effettuato l'abuso telefonico ha avuto l'abbuono,
ma lo storno della cifra sull'altra linea (quella reale), visto che non è
stato pagato (di accordo con l'operatore, con il pagamento della cifra
ridotta) ora mi trovo senza linea telefonica.

Che fare? Su indicazione dell'avvocato intanto ho chiesto l'importo da
pagare a Telecom che non me l'ha saputo dire dicendomi solo che "in giornata
sarei stato richiamato".

Ed intanto il tempo passa. E noi non possiam lavorare.









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