[interlaw] proprietà del codice
Marco Eller Vainicher
adranor a infinito.it
Ven 30 Gen 2004 16:15:16 CET
Alle 14:45, venerdì 30 gennaio 2004, Roberto Scano - IWA/HWG ha scritto:
> ----- Original Message -----
> From: "Marco Meneghello" <marco.meneghello a studenti.unipr.it>
> To: "Interlaw: il diritto nella rete" <interlaw a itlists.org>
> Sent: Friday, January 30, 2004 2:22 PM
> Subject: Re: [interlaw] proprietà del codice
>
>
> -----BEGIN PGP SIGNED MESSAGE-----
> Hash: SHA1
>
> >Si', uno: ragioniamo su quello che abbiamo. Le questioni si risolvono
> >con il diritto in vigore, non con il diritto ipotetico!
> >Allo stato attuale delle cose quella distinzione, se non sbaglio, non
> >esiste: su questo dobbiamo ragionare. O no? :-)
>
> Ehm... non per fare lo "sborone" ma sono da poco co-papà di una legge e
> ne lavorando per la parte tecnica ad altre due :). Inserendo nella
> normativa in vigore la distinzione tra codice e compilato, togliam i
> dubbi ai giudici e lavoro ai periti (azz m sto dando una zappata sui
> piedi :D)
Io non sono del tutto convinto del fatto che legalmente non esista differenza
tra sorgente e compilato: esiste la stessa differenza che c'è tra un progetto
ed un'opera.
In fin dei conti il sorgente, di suo, non è idoneo a funzionare, e non è
detto che il medesimo sorgente possa essere compilato per macchine diverse: i
sorgenti di sw Linux o *BSD non sempre possono essere compilati, che so, per
MS-DOS o x win (ci metterei la firma a poter usare alcuni strumenti Linux
quando sono, purtroppo, costretto ad andare su una macchina win), perché, a
quanto mi dicono, le chiamate alle 'librerie' non sono sempre compatibili.
Erro ?
Ma se questo è vero un sorgente è una forma diversa da un binario, con il
risultato che, cedendo io un binario, cedo il diritto di usare un prodotto,
cedendo il sorgente permetto la modifica e la compilazione di una evoluzione
del prodotto originario.
Marco
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