R: [graphdesign] Re: Digest di graphdesign, Volume 2, Numero 3
Michela Cappelli - Unbound.it
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Mer 19 Nov 2003 11:43:06 CET
>Quelli del W3C, almeno in Unione Europea, sono considerati standard "de
>facto" dal progetto eEurope :)
Bhè.. certo, de facto in quanto utilizzati dalla maggior parte degli
sviluppatori nella speranza che vi si uniformino anche i produttori di
browser, ma non è che sono regole in senso stretto (purtroppo).
>Intendevo comunque delle indicazioni di qualche consorzio internazionale
Esiste l'ICC, International Color Consortium, che da anni sta studiando ad
uno spazio colorimetrico che possa essere indipendente dal mezzo di
visualizzazione.
E' stato definito il metodo LAB, tuttavia siamo ancora abbastanza lontani da
una effettiva applicazione.
Il colore è in assoluto la questione più problematica per chi lavora nel
campo della grafica, le differenze sono da pc ad apple, da monitor a
monitor, tra "pezzi" diversi dello stesso monitor, ed anche nel singolo
monitor, dipende da quante ore è acceso, dall'ora del giorno, dalla presenza
di luci artificiali o meno, dal suo periodo di vita.
E questi sono i problemi minori, il peggio arriva quando devi produrre degli
elaborati da mandare in stampa, per avere una corrispondenza colorimetrica
il più possibile vicina a quello che vedi a video o hai molta fortuna oppure
hai speso i tuoi bei soldoni in spettrofotometri e CMS (che in questo caso
sta per Color Management Sistem). Naturalmente parlo di stampa in
tipografia, quello che vedi nella tua stampante non conta: primo perchè le
stampanti di casa sono programmate per gestire files RGB, quindi anche se
gli dai in pasto un CMYK se lo convertono in RGB e poi lo stampano, secondo
perchè il CMS incorporato nel sistema operativo tramite i profili fa
automaticamente in modo che il file stampato sia il più possibile vicino a
quello che vedi (questo naturalmente premesso che il tuo monitor sia
correttamente calibrato).
Insomma, per riassumere, è una bella rogna.
Mik
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